Palazzo dei Priori ha attivato il Centro Operativo Comunale per fare fronte a una possibile emergenza
Comune di Viterbo
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VITERBO - Il COC è uno strumento che si attiva quando ci si prepara a gestire possibili situazioni di emergenza.

VITERBO – Coronavirus, il sindaco Giovanni Arena ha attivato il Centro Operativo Comunale. La decisione è stata presa venerdì mattina, vista la situazione di massima attenzione. La struttura è attiva 24 ore su 24.

Il COC è uno strumento che si attiva quando ci si prepara a gestire possibili situazioni di emergenza. La struttura organizzativa del COC è di tipo gerarchico: al vertice c’è il sindaco, con compiti di oordinamento generale; seguono i responsabili delle funzioni di supporto di protezione civile che si riferiscono al sindaco e coordinano le attività e gli
addetti relativi alle funzioni stesse.

Le funzioni di supporto sono finalizzate ad organizzare e svolgere le attività necessarie ad affrontare le criticità che si manifestano. Ogni funzione, rispetto alle altre assume un rilievo differente a seconda degli effetti causati dal singolo evento.

In pratica, l’istituzione del C.O.C. rappresenta la creazione del tavolo centrale di coordinamento, a livello comunale, che entra in operatività piena al verificarsi dell’emergenza. Il compito è quello di gestire l’evolversi della situazione, attraverso un costante monitoraggio, una razionale e opportuna distribuzione delle risorse umane sul territorio, una pianificata gestione delle strutture e dei mezzi disponibili in funzione del tipo di evento, della sua intensità, del grado di coinvolgimento territoriale verificatosi.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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