
Il consiglio comunale procede a oltranza verso l’approvazione del bilancio. Maggioranza e opposizione si fronteggiano. I primi tirano dritti, i secondi hanno trovato un argomento non da poco, con il quale contrapporsi. Si tratta delle riduzione della tassazione, riduzione che – a detta di Forza Italia, Fondazione e Fratelli d’Italia – sarebbe possibile tagliando oltre un milione di spesa messa in bilancio. Stamattina, nell’intervista che abbiamo fatto a Claudio Ubertini ci aveva detto oltre il milione. In serata, con il delinearsi più preciso del quadro, siamo arrivati alla considerevole cifra di un milione e ottocentomila euro.
Ora, ai cittadini che se ne stanno a casa, che cercano di portare sul tavolo la pagnotta, vogliamo dare la nostra lettura di quanto sta accadendo. Vorremmo spiegarlo, perché oltre a quello che appare, oltre alla vernice logica per dirla alla Vilfredo Pareto, c’è di più. Gli oppositori, che si stanno costruendo un ruolo come fautori della riduzione della tassazione che andrà a gravare sui cittadini, in realtà giocano (di fino) anche una battaglia politica. Quale? Sappiamo dalle dichiarazioni di Claudio Ubertini, ma anche dall’intervento di Gian Maria Santucci in consiglio, che quel milione e passa di euro è frutto di capitoli di bilancio dove sarebbero allocate risorse in disponibilità dei consiglieri delegati (con altre disponibilità grosse e, a detta della minoranza, discutibili di vari assessorati). Sappiamo che Michelini, per scelta politico/amministrativa, ha distribuito deleghe praticamente a tutti gli uomini della maggioranza. Sappiamo anche che una delega senza denari, tende a suonare alle orecchie del delegato come una presa per i fondelli. Ecco che, sempre sul piano politico, Michelini accontenterebbe i propri consiglieri con questi fondi. Toglierli potrebbe agitare le acque della maggioranza e regalare brutte sorprese. Ve li ricordate i consiglieri delle frazioni qualche settimana fa?
Ecco che l’opposizione, bella navigata sul piano della strategia politica, punta a mandare in panne la maggioranza. Lo fa con astuzia e trovando un motivo “di ciccia”. In sostanza una roba sostanziosa, come il tema della riduzione delle tasse. Così facendo mette in difficoltà e non poco la maggioranza. Il nervosismo di queste ore in consiglio è tutto figlio di questa partita di posizione.
Ora il sindaco e la sua maggioranza dovrebbero avere la forza di ragionare internamente e svuotare di denari le deleghe di qualcuno piuttosto che di altri. Dovrebbero fare un ragionamento di interesse per la città. Interesse per la città difficile da individuare in un ambiente dove, da che mondo e mondo, la coperta è stata tirata da una parte e dall’altra facendo spesso vincere i più forti o magari i più “prepotenti”. Perché avere i soldi è così importante? Perché chi ha “la grana” fa le cose e chi fa le cose fa contenti. E’ il gioco del consenso e tutto questo fa saltare i nervi agli attori in scena, ma svela anche il vero volto del potere.
La domanda è: chi dà risposta a chi ha bisogno di un lavoro? Chi progetta il domani? Chi lavora per portare Viterbo fuori dalla buca che troppi anni di politiche miopi hanno scavato? Ai posteri l’ardua sentenza, ai posteriori (sempre gli stessi) il nervosismo e gli insulti a cui il gioco della politica ci ha abituato. L’insegnamento? “Giocamesela alla viterbese”. Come? Semplice, tutti contro tutti. Il senatore Razzi (nell’imitazione imperdibile di Crozza) direbbe: “Dà retta a me, fatti un partito tutto tuo. Così fai le cose che interessano alla gente tua e ti fai la grana”.
Speriamo che a Viterbo mai nessuno accetti questo consiglio. Buona notte e sogni d’oro.


















