
VITERBO – Viterbo non è una città green ma solo Palazzo dei Priori negli ultimi anni è passato dal produrre zero energia da impianti fotovoltaici (quelli che c’erano e che i viterbesi hanno pagato non erano stati neanche attaccati alla rete) a mettere in cantiere l’installazione di pannelli per produrre 560 kWp. Alcuni impianti sono già attivi, altri già progettati ma da installare. Non solo PNRR, anzi. Come tiene a precisare l’assessore Emanuele Aronne, che ha dettato “la svolta”, solo 32kWp vengono dal Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza.
L’impianto fotovoltaico diffuso, che sta prendendo forma sui tetti viterbesi di proprietà del Comune di Viterbo, cattura il sole da sopra gli impianti sportivi comunali del baseball, dell’atletica, del rugby, del bocciodromo e della piscina comunale. Poi ci sono i pannelli che sono già o saranno installati a breve sui tetti delle scuole viterbesi: scuola della Quercia, di Bagnaia, del Pilastro, dell’Ellera, sull’Alessandro Volta, sulla Fantappiè, sulla scuiola La Pila, sulla Canevari, sulla scuola Murialdo, sulla Pietro Vanni, sulla don Alceste Grandori. Poi ci sono i pannelli messi in rete sopra gli uffici comunali di via Garbini e sulle pensiline autobus.
Un impianto fotovoltaico da 560 kW (kilowatt di potenza di picco) è un impianto di dimensioni industriali/commerciali significativo. La sua produzione annua di energia (kWh) varia in base alla posizione geografica, all’inclinazione e all’esposizione, ma in Italia si possono stimare i seguenti valori medi: produzione annua stimata tra 670.000 e 840.000 kWh all’anno (assumendo una produzione media di 1.200 – 1.500 kWh per ogni kW installato, tipica in Italia); produzione giornaliera media: circa 1.800 – 2.300 kWh al giorno, con picchi molto più alti in estate e molto più bassi in inverno.
Venendo al sodo questo impianto diffuso può soddisfare il consumo elettrico annuo di oltre 250-300 famiglie medie (considerando un consumo medio di 2.500-3.000 kWh/anno a famiglia).



















