
L’amministrazione Michelini è in crisi piena. Sono giorni molto intensi quelli che stiamo vivendo, dove il campo di battaglia è occupato da due eserciti: “i fioroniani” e “i serra-panunziani”. Il centro di gravità della maggioranza a Palazzo dei Priori è radicalmente cambiato rispetto al giugno 2013 e questo crea problemi.
9 consiglieri, i 7 del Pd “serra-panunziani” non hanno rappresentanza in giunta (fatto salvo Delli Iaconi, che però non è più considerato rappresentante dal gruppo stesso) e a loro si sono aggiunti Sergio Insogna e Francesco Moltoni, orfani della civica Oltre le Mura che nella sostanza non esiste più. I restanti 5 democratici di area “fioroniana” a cui si sono uniti i rappresentanti delle civiche (2 Viva Viterbo, tre Oltre le Mura, Treta e Taborri) pesano 12 seggi di consiglio e hanno praticamente tutta la giunta più la presidenza del consiglio.
Una roba che in politica regge poco e per questo suona ogni due minuti la parola “verifica”. Voluta dai primi, che hanno tutto da guadagnarci, vista come il demonio dai secondi, che hanno tutto da perderci. Ma la cosa peggiore è che sembra di trovarsi in un girone dell’Inferno dantesco, quello degli ipocriti.
Così ogni tre/quattro ore vengono inviati alla stampa comunicati farciti d’ipocrisia. I consiglieri di maggioranza somigliano tanto a quei dannati descritti dal sommo poeta. Tutti coperti con grandi mantelloni, d’oro fuori e di piombo dentro. A seguire le loro parole sembrano tutti santi, anzi santissimi. Tutti preoccupati del bene della città.
Ma sarebbe ingiusto per la verità dire che sono tutti uguali. No, non sono tutti uguali. La verifica è un atto dovuto, lo dice la politica. Chi tenta di bloccare questo cambiamento è il vero ipocrita. Chi tira in ballo il bene della città per tentare un congelamento della situazione è l’ipocrita.
Serra e i suoi hanno parlato chiaro: è necessaria una verifica nei contenuti e nell’azione ma anche nelle poltrone. “Per fare le cose occorrono anche le persone”, ha detto Serra martedì a Bagnaia. Dalla verifica però, come dalla verità, non si può sfuggire. E in questa guerra, basata sull’essere più bravi ad appiccicare al rivale politico l’etichetta del distruttore è importante rimanere lucidi e comprendere la verità politica di questo momento.
Chi si oppone alla verifica difende la poltrona, al di là della realtà. Al di là della verità gioca la sua partita per vincere le poltroniadi.


















