Palazzo dei Priori, Arena: "Il tempo del rodaggio è finito, al lavoro"
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VITERBO - E la conferenza diventa il momento per impostare la sveglia, che ha iniziato a suonare subito. Parole molto gettonate "cambio di passo"

VITERBO – Suona la sveglia a Palazzo dei Priori, a impostare il timer il sindaco Giovanni Arena e il suo vice Enrico Maria Contardo. L’occasione è stata rappresentata dalla conferenza stampa convocata per parlare dei progetti di spesa dei soldi che il Comune di Viterbo ha nelle proprie disponibilità.

Un qualcosa come 11 milioni di euro di spesa possibile. Tanto per sgombrare il campo alla classica litania della politica, spesso quella più incapace e stracciona: “i soldi non ci sono”.

E la conferenza diventa il momento per impostare la sveglia, che ha iniziato a suonare subito. Parole molto gettonate “cambio di passo”. Che suona come una replica a distanza a un’altra sequenza di parole: “Un anno di nulla”. Pronunciate da “la cosa” che vorrebbe nascere in consiglio comunale tra i panunziani in cattività nelle civiche della sala d’Ercole, Viva Viterbo e il Movimento Cinque Stelle (che però già ha fatto sapere che lui non “inciucia”). 

Per la maggioranza di fatto si apre il momento della prova del nove. Sanno o non sanno amministrare la città? Questa la domanda che, passato un periodo di ambientazione naturale, inizia a diventare legittimo porre. 

E all’interno c’è una certa frizzantezza.  Basti guardare il bivio mostrato sul tema rifiuti: da una parte i capigruppo di Lega Fratelli d’Italia e Forza Italia e dall’altra i civici di Fondazione. Ma a spendere parole di incitamento, nei giorni scorsi, era stato lo stesso capogruppo della Lega Andrea Micci. 

Insomma o c’è il cambio di passo o si rischia di dover cambiare tutto. Anche se è bene ricordare che Michelini, predecessore di Arena, in un guazzetto simile è “campato” cinque anni. Primo nodo in agenda del sindaco la consegna a un assessore della delega all’Ambiente. Materia esplosiva e che fa storcere il muso a molti in giunta. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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