
VITERBO – Il Procuratore Mario Palazzi, nei giorni scorsi (4 dicembre), si è recato nell’aula magna del Liceo Santa Rosa e ha “aperto” il corso di formazione per docenti dal titolo ‘Conoscere le mafie per combatterle’. Nei mesi scorsi il Questore di Viterbo, Luigi Silipo, ha avuto diversi contatti con le scuole di Tarquinia, in particolare con l’Istituto “Sacconi” (vincitore del concorso “PretenDiamo Legalità” nel 2024) e l’IISS “Cardarelli”, dove ha incontrato gli studenti parlando di bullismo e cyberbullismo, sottolineando l’importanza della legalità e del lavoro di squadra in Polizia.
Le loro immagini tra i ragazzi e gli insegnanti sono un segnale potentissimo, di una realtà che sta cambiando radicalmente. Palazzi e Silipo sono persone reali, autentiche, impegnate ogni giorno su temi veri, che lavorano per fare essenzialmente due cose: proteggere la comunità dai soprusi e dalle prepotenze e garantire a tutti il rispetto della persona attraverso la garanzia dei diritti.
In un mondo di passerelle, con uno stradominio della politica (che non sempre lavora per le due cose che abbiamo detto sopra), la presenza narrativa di un Procuratore serio e di un Questore di grande livello tra le persone è un fatto importante. Quelle persone, con la loro storia e i propri racconti, “spingono” la nascita e l’affermazione di un mondo diverso. Sono “maieutica” vivente dentro la comunità viterbese e antidoto alla mentalità della scorciatoia, che poi altro non è che mentalità mafiosa.
Abbiamo osservato queste notizie che li hanno riguardati con grande interesse. Questo spendersi non solo per costruire legalità, che è il loro mestiere, ma anche per insegnarla in qualche modo. E sono andati nei posti giusti: nelle scuole. A incontrare chi forma e chi viene formato. A guardare più che il presente il futuro del Viterbese.
Nel suo intervento, il procuratore Mario Palazzi ha sottolineato come il fenomeno mafioso non sia soltanto un problema giudiziario, ma soprattutto un problema culturale. Fatto noto? Certo. Ma quando da ragazzo te lo senti dire da uno che ha combattuto davvero i clan ti entra dentro. E magari domani sarai un cittadino migliore, un medico migliore, un bancario migliore, un giornalista migliore, un commercialista migliore e persino un politico migliore.
Nel gesto semplice di un Procuratore e di un Questore, quello di andare nelle scuole, c’è il segno di una volontà potente. Quella di essere al servizio a 360 gradi di una cultura della legalità. E un territorio dove riesce a prosperare questa cultura fiorisce come comunità, come individualità, come professionalità, salute e bellezza.


















