Ex ospedale, necessario recuperare la struttura per rilanciare il centro
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L'ospedale Vecchio strategico per il rilancio del centro storico. L'amministrazione Michelini intende porsi il problema o si porrà in continuità rispetto al passato?

L’articolo con cui abbiamo aperto la giornata ha creato un bello scompiglio nelle coscienze della gente di questa città. L’ospedale Vecchio e il suo degrado terribile rappresentano una di quelle cose brutte che i viterbesi cercano di nascondere dalla propria attenzione. Ormai quel luogo è come se non esistesse più e riportarlo al centro del dibattito locale, giocando sull’assurdità di tenere tutti quei metri cubi di cemento alla malora proprio “a braccetto” con palazzo papale, ha destato interessanti effetti.

In molti ci hanno scritto, hanno condiviso, hanno letto. Dalla riqualificazione di questo spazio deve partire una politica di rinascita del centro. Finché quello scempio resterà lì, a inorridire lo sguardo di chi osserva il palazzo dei papi, il centro di Viterbo resterà monco. Chi meglio di un’amministrazione che ha capito che per ridare vita alla città dentro le mura occorre riportare in centro gli uffici comunali può attivarsi per riportare in partita l’ex ospedale degli Infermi?

E’ questo un argomento molto importante, anche perché recuperare questo spazio e trasferirci la cittadella della salute significherebbe portare in centro una marea di persone. L’ospedale Vecchio quindi è strategico per dare corpo ai disegni di rilancio del capoluogo della Tuscia che ha in mente l’amministrazione Michelini. Invitiamo anzi il sindaco a spendere due parole su questo argomento. Il recupero dell’ex ospedale, che mostra tutto il suo scempio “a braccetto” con palazzo papale, interessa gli attuali inquilini di Palazzo dei Priori? I precedenti si sono mostrati disinteressati a questo tema, che invece è tutt’altro che marginale. Ci sarà continuità, rispetto al passato, almeno su questa situazione?

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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