Ordine del giorno: accelerare
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Il premier Renzi ha promesso un taglio di 10 miliardi all'Irpef. Mica spiccioli. Ancora non sappiamo se riuscirà a farlo davvero e il dubbio è legittimo dopo 20 anni di promesse alla Berlusconi finite per diventare delle barzellette (ricordate il milione dei posti di lavoro?) [...]
Leonardo Michelini

Il premier Renzi ha promesso un taglio di 10 miliardi all’Irpef. Mica spiccioli. Ancora non sappiamo se riuscirà a farlo davvero e il dubbio è legittimo dopo 20 anni di promesse alla Berlusconi finite per diventare delle barzellette (ricordate il milione dei posti di lavoro?). Renzi, per quanto discutibile secondo diversi punti di vista, ha comunque un merito innegabile, almeno fino ad ora: quello di aver imposto, fino ad ora con il suo carisma più che con i fatti, una accelerazione (quantomeno) mentale alla politica abituata a rimandare e riflettere, riflettere e ancora riflettere per poi decadere nel momento più bello, sempre, quello del fare. E allora la speranza è che dopo il rimpasto questo messaggio colga in pieno l’amministrazione di Leonardo Michelini che fino ad ora è riuscita solamente a far arrabbiare per l’approssimitività con cui ha proceduto. Ha regalato alla città una immagine di giunta sgiunta, dove ognuno gioca da solo e nessuno opera in sinergia. E allora (per la serie dei consigli non richiesti) per cambiare marcia servirà agire. E farlo in un’ottica di sistema, con passi rapidi, incisivi, ma concertati e non isolati.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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