
LETTERE DA MARTE – Caro Direttore, sai come si dice qui su Marte? “Non sono le ordinanze che fanno cambiar le cose”. Altrimenti con tutte le ordinanze emesse finora Viterbo dovrebbe essere uno splendore.
Porti l’esempio di Giuliani a New York. Ti assicuro che anche all’epoca certe cose non funzionavano malgrado le ordinanze in quella città. Certi comportamenti in certi luoghi non si cambiano con le ordinanze, ma con il buon esempio e l’intransigenza. E qui casca il Trijo (asino marziano)!
Se dimostri che ogni giorno che della tua città ti interessa poco, lasciandola con l’erba alta, con le strade sporche, le auto lasciate alla viterbese senza rimuoverle, non stai dando un buon esempio. Se come lo scorso anno emetti l’ordinanza e “chiudi un occhio” sui “giovani viterbesi” che si “siedono, sdraiano o dormono sul suolo pubblico o a uso pubblico, sulla soglia, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici e universitari, dei monumenti, delle fontane e dei luoghi di culto, sugli arredi urbani” per occupare il posto in prima fila per vedere passare la “Maghina”, non stai dando un buon esempio. Ai viterbesi e ai turisti.
Se continui a dire “E che ci volete fare? E’ tradizione, no? Son giovani, no? E poi, lo facevamo anche noi da ragazzi no? non sei di buon esempio. E non lo danno anche quei giornaletti che ci fanno dei reportage inneggiando alla viterbesità. Perché le ordinanze si fanno rispettare sempre. Da Marte sembra che queste ordinanze siano state emesse specificatamente per alcune zone ove vivono le “frange della civiltà importata” e dove la solerte signora sindaco si è subito mostrata combattiva. Ma siamo molto lontani e l’immagine può essere poco nitida. Lo vedremo il 2 settembre, se invece era chiara. Da Marte il rosso pianeta bolscevico è tutto.


















