Ordinanze antibivacco e il punto di caduta del tre settembre
Foto marziano
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Se come lo scorso anno emetti l’ordinanza e “chiudi un occhio” sui “giovani viterbesi” che si “siedono, sdraiano o dormono sul suolo pubblico o a uso pubblico non stai dando un buon esempio.

LETTERE DA MARTE – Caro Direttore, sai come si dice qui su Marte? “Non sono le ordinanze che fanno cambiar le cose”. Altrimenti con tutte le ordinanze emesse finora Viterbo dovrebbe essere uno splendore.

Porti l’esempio di Giuliani a New York. Ti assicuro che anche all’epoca certe cose non funzionavano malgrado le ordinanze in quella città. Certi comportamenti in certi luoghi non si cambiano con le ordinanze, ma con il buon esempio e l’intransigenza. E qui casca il Trijo (asino marziano)!

Se dimostri che ogni giorno che della tua città ti interessa poco, lasciandola con l’erba alta, con le strade sporche, le auto lasciate alla viterbese senza rimuoverle, non stai dando un buon esempio. Se come lo scorso anno emetti l’ordinanza e “chiudi un occhio” sui “giovani viterbesi” che si “siedono, sdraiano o dormono sul suolo pubblico o a uso pubblico, sulla soglia, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici e universitari, dei monumenti, delle fontane e dei luoghi di culto, sugli arredi urbani” per occupare il posto in prima fila per vedere passare la “Maghina”, non stai dando un buon esempio. Ai viterbesi e ai turisti.

Se continui a dire “E che ci volete fare? E’ tradizione, no? Son giovani, no? E poi, lo facevamo anche noi da ragazzi no? non sei di buon esempio. E non lo danno anche quei giornaletti che ci fanno dei reportage inneggiando alla viterbesità. Perché le ordinanze si fanno rispettare sempre. Da Marte sembra che queste ordinanze siano state emesse specificatamente per alcune zone ove vivono le “frange della civiltà importata” e dove la solerte signora sindaco si è subito mostrata combattiva. Ma siamo molto lontani e l’immagine può essere poco nitida. Lo vedremo il 2 settembre, se invece era chiara. Da Marte il rosso pianeta bolscevico è tutto.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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