Omicidio-suicidio di Castel Sant'Elia, in corso accertamenti sull'arma utilizzata
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CASTEL SANT'ELIA - Omicidio-suicidio di Castel Sant'Elia, sono in corso accertamenti sull'arma utilizzata da Ciriaco Pigliaru contro la moglie Anna. 

CASTEL SANT’ELIA – Omicidio-suicidio di Castel Sant’Elia, sono in corso accertamenti sull’arma utilizzata da Ciriaco Pigliaru contro la moglie Anna. 

Un fucile da caccia che non avrebbe dovuto essere nelle disponibilità dell’uomo. Il 65enne infatti non aveva il porto d’armi, quindi non poteva detenere il fucile. Il terribile fatto nella serata di sabato, intorno alle 20, nella villetta di campagna dove la signora viveva con le figlie. Da giugno il marito non viveva più nella stessa abitazione del resto della famiglia, era in corso una separazione tra i due.

 Ciriaco Pigliaru era arrivato a Castel Sant’Elia da bambino e, insieme al padre e al fratello, aveva messo in piedi un’azienda agricola. Poi l’incontro con Anna, il matrimonio e la nascita delle due figlie. Pochi anni fa la decisione di aprire una tabaccheria per iniziare una nuova vita.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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