
VITERBO – Ogni mattina i bambini che vanno a scuola a piedi, nel quartiere La Pila, sanno che li aspetta uno sport un po’ strano: lo slalom tra la cacca di cane. Specialità ancora non ammessa alle Olimpiadi ma che sicuramente aiuta a tenere riflessi e muscoli allenati per i piccoli cittadini e i loro genitori.
A Viterbo, nel quartiere La Pila, non importa che tu sia bambino o mamma o papà. Ogni mattina sai che ti alzi, esci di casa a piedi e devi schivare la cacca dei pelosetti a quattro zampe che poverini non hanno altra colpa che quella di avere dei proprietari “bestie”.
Il tutto nell’indifferenza più totale di chi la città dovrebbe controllarla. E non rivolgiamo lo sguardo a Palazzo dei Priori, perché troppi continuano a guardarlo ogni volte che piove (governo ladro!). Guardiamo piuttosto alla polizia locale che la zona delle scuole di Cattaneo la conosce bene per le multe alle auto ma che, siamo pronti a scommettere, non ha mai staccato una multa ai proprietari di cane che lasciano fare i bisognini ai propri animali su suolo pubblico.
Rivolgiamo una domanda al comandante Vinciotti, che sta facendo un ottimo lavoro su tanti fronti in questa città e che ringraziamo: ci faccia la cortesia di comunicarci quante multe i suoi uomini e donne hanno fatto ai proprietari di cani che non puliscono le deiezioni canine sui marciapiedi e nelle aree verdi di Viterbo (può comunicarci il numero di multe degli ultimi tre anni a lafune.giornale.viterbo@gmail.com). Noi scommettiamo che non troverà neppure una multa fatta. Un dato che, se trovasse conferma, striderebbe con le tante cacche di cane che ogni giorno vengono rinfrescate e che costringono i piccoli viterbesi a stare sempre in guardia.
Scriviamo questo articolo dopo decine di segnalazioni, da parte di genitori “impiastricciati” (di cosa vi lasciamo immaginare), arrivate in redazione. Consigliamo alla sindaca Frontini di firmare un’ordinanza che preveda nell’area di Carlo Cattaneo l’obbligo per i cani di indossare il pannolone o in alternativa l’obbligo per i proprietari di uscire di casa portando con sé il cervello.





















