Inizia la discussione sul consuntivo: il primo bilancio da fare sarà quello dei presenti\assenti
Consiglio-vuoto
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Già oggi ci potrebbero essere almeno 3 assenze nei banchi del centrosinistra. Un numero eccessivo, visto che il numero legale è fissato a 17 consiglieri e la maggioranza non potrà garantirlo se si dovessero confermare alcune assenze annunciate.

Partono oggi i lavoro in Consiglio del bilancio: ma quanto ai numeri, prima bisogna verificare quelli della maggioranza. Dopo la fumata nera ieri in Commissione con la maggioranza che non è riuscita ad approvare il documento economico a causa di alcune assenze, guardare tra i banchi dove sederanno Pd e Moderati e Riformisti diventa un obbligo. A partire da oggi (giovedì 28 aprile) pomeriggio fino a sabato in programma ci sono tre appuntamenti del Consiglio comunale che devono portare all’approvazione del conto consuntivo dell’ente comunale.

Appuntamenti che, nonostante la controversa fine della crisi di maggioranza, non dovrebbero essere fonte di troppi mal di pancia nelle fila del Pd, né di troppi grattacapo per l’amministrazione, anche se a preoccupare sono le fila della squadra che sostiene Michelini, sempre più sottili.

Già oggi ci potrebbero essere almeno 3 assenze nei banchi del centrosinistra. Un numero eccessivo, visto che il numero legale è fissato a 17 consiglieri e la maggioranza non potrà garantirlo se si dovessero confermare alcune assenze annunciate. Sicuramente non saranno della partita i democratici Marco Volpi, che però ha assicurato la presenza per venerdì e sabato, e Arduino Troili, ancora certo di non voler più vedere da vicino questa amministrazione. Difficile prevedere invece il comportamento di Filippo Rossi, che richiamato all’ordine ha fatto la voce grossa rivendicando la legittimità della sua scelta di disertare il Consiglio come e quando ritiene opportuno. Tra gli incerti anche Massimo Cappetti, altro democratico, in malattia da qualche settimana. Se dovessero mancare almeno 3 di loro la maggioranza dovrebbe di fatto appellarsi alla minoranza, che se dovesse decidere di disertare la seduta potrebbe mettere ko il centrosinistra.

Insomma le difficoltà, nonostante dal punto di vista politico sembra essere tutto a posto (visto anche che si tratta del consuntivo 2015 e non del bilancio preventivo 2016, per il quale ci potrebbe essere più tensione), potrebbero arrivare dal punto dei vista dei numeri, che potrebbero non esserci mostrando ancora una volta la fragilità della maggioranza in Consiglio.

Fragilità che fa comprendere appieno il senso della mossa del presidente del Consiglio Marco Ciorba che ha “spaventato” gli assenteisti ricordandogli l’art. 11 dello Statuto comunale che prevede l’avvio della procedura di decadenza da consigliere comunale per chi manca a più di 5 sedute consecutive oppure 8 nell’arco di un anno. Ben sei persone della maggioranza (5 del Pd, 1 di Viva Viterbo) ricadono in questi parametri, dovranno dimostrare di essere stati assenti con “giusto motivo”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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