
VITERBO – La “filosofia Milano”, quella del “tac”, sembra non funzionare alle quote viterbesi. Da zona Montigliano, periferia rurale viterbese, lanciano a La Fune – Il Giornale dei Viterbesi un s.o.s. sulle isole ecologiche appena arrivate. Nuove di pacca ma male funzionanti.
“Volevo segnalare il disservizio che sta accadendo presso le nuove isole ecologiche automatizzate istallate presso il mio consorzio stradale. Da circa dieci giorni avrebbero, e dico avrebbero perché non è cosi, dovuto iniziare a funzionare ma purtroppo lo fanno a fasi alterne e malissimo – così ci segnala un utente disperato.
“Già sabato scorso è venuto, presso le stesse, l’assessore Martinengo per poter spiegarne il funzionamento ma purtroppo per noi le criticità restano. Personalmente ho già provato due volte ad andare a conferire i rifiuti e non ci sono mai riuscito. Ogni volta, dopo tentativi durati anche mezz’ora, ho dovuto rinunciare e riportarmi a casa i rifiuti. Badate bene l’isola ecologica non sta sotto casa ma a ben tre chilometri dalla mia abitazione. Quindi ogni volta tra andare e venire faccio sei chilometri di strada, tra cui molta bianca, gasolio e tempo buttati al vento.
Mi chiedo se sia normale tutto ciò (non credo). Se un cittadino che paga le tasse debba perdete tempo e soldi per poi non poter fare il suo dovere e gettare i rifiuti negli appositi raccoglitori”. Quindi la profezia, che temiamo sia destinata ad avverarsi: “Non tutti saranno responsabili e sono sicuro che a breve inizieranno a comparire montagne di rifiuti nelle nostre campagne. Forse queste isole tecnologiche potevano funzionare in città sotto casa ma qui in campagna ogni volta fare tutta questa strada per nulla diventa snervate. Chiedo aiuto alla sindaca e all’assessore per poter risolvere il problema e farci riavere i nostri vecchi secchioni, vista la pessima sperimentazione in corso. Non sono solo io ad avere questo problema ma, dalle varie chat di zona Montigliano tutti”.


















