

VITERBO – Che dire? Bravi. Per la prima volta nella sua storia la città di Viterbo ha realizzato un evento per la presentazione della nuova Macchina di Santa Rosa. Questa idea è sicuramente vincente e degna di una città che ha desiderio e fame di crescere.
Quella dell’Unione è stata una serata importante, un segnale di cambiamento forte su un elemento della città fondamentale come la Macchina di Santa Rosa. Ci sarà chi vorrà banalizzare ma è nel torto e non fa bene a Viterbo.
Quello del 17 settembre è stato un giorno di storia per il capoluogo della Tuscia. La Macchina di Ascenzi è stata presentata in maniera impeccabile. Unico sentimento vero possibile è quello della soddisfazione e dell’orgoglio delle cose ben fatte.
Presenti le istituzioni, il Sodalizio dei Facchini e cittadini comuni. Protagonista l’ideatore di Dies Natalis Raffaele Ascenzi, che in sostanza ha svelato il segreto della vittoria: lavoro, ossessione, volontà, visione, capacità. Un discorso semplice il suo, fatto con le parole giuste. Equilibrio, misura, eleganza e l’incarnazione di una città di livello, che vuole fare le cose fatte bene e sa guardare con soddisfazione alle cose ben fatte.
Nei panni del presentatore l’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi. Perfetti anche i tempi: è stato detto tutto senza dilungamenti. Ascenzi ha spiegato la nuova Macchina, ha messo in evidenza il lavoro di squadra che c’è stato dietro, ha evidenziato l’importanza dei giusti tempi per realizzarla. In rappresentanza del Sodalizio è salito sul palco Luigi Aspromonte, in vicepresidente. Non è andato Massimo Mecarini, anche qui grande segno di serietà, perché è stato membro della commissione che ha scelto la Macchina.
Ha trovato le parole giuste il sindaco Chiara Frontini e ha fatto la cosa giusta chiamando sul palco tutti i consiglieri presenti, oltre agli assessori. Consiglieri di maggioranza e di opposizione, perché la città come la Macchina è di tutti.
“La commissione ha fatto quello che abbiamo chiesto – ha dichiarato Frontini -. Avevamo bisogno di una Macchina bella e ce l’hanno data. Sarà la Macchina della candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura, del Giubileo e della rinascita. In questa Macchina anche Santa Rosa guarda verso l’alto, come dobbiamo fare quotidianamente tutti. Credere, sperare, studiare, mettere dedizione nelle cose è la chiave del successo ed è quello che tutti i viterbesi devono fare”.
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