Nubifragi e città allagata, Palazzo dei Priori studia una soluzione. Il problema è sotto al manto stradale più che nelle caditoie
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VITERBO - In quaranta minuti sono caduti sulla città di Viterbo gli stessi millimetri di pioggia che normalmente dovrebbero cadere in un mese.

VITERBO – In quaranta minuti sono caduti sulla città di Viterbo gli stessi millimetri di pioggia che normalmente dovrebbero cadere in un mese. I cambiamenti climatici sono un problema che va affrontato a tanti livelli, anche quello comunale. Gli allagamenti dello scorso martedì pomeriggio hanno fatto paura e aperto un bel grattacapo a Palazzo dei Priori. 

In diverse zone della città si sono verificate situazioni potenzialmente anche parecchio pericolose e il fenomeno non può essere sottovalutato. Nell’area della Tangenziale Ovest dove sta il supermercato Eurospin l’acqua è arrivata a 80 centimetri di altezza, tanto da spegnere il motore di un autobus Francigena. Problemi simili si sono generati al sottopassaggio di viale Raniero Capocci. Questi i due picchi estremi della problematica ma si sono riscontrati allagamenti in diversi punti della città. 

L’assessorato ai Lavori Pubblici sta cercando di inquadrare esattamente il problema che avrebbe poco a che fare con le caditoie non pulite. In effetti basta recarsi al sottopassaggio per vedere che lì l’acqua avrebbe dovuto sparire perché le bocche di lupo presenti sono sgombere. Qualcosa non va sotto al manto stradale e il problema dovrebbe essere legato ai collettori che dovrebbero fare fluire l’acqua che era proporzionati al tipo di temporali che c’erano fino a qualche anno fa ma non sono abbastanza grandi da reggere i nubifragi e le bombe d’acqua di oggi. In buona sostanza cade troppa pioggia e il sistema progettato in passato per fare defluire le acque non è sufficiente. 

Spetterà all’assessorato competente valutare tecnicamente la questione e proporre interventi mirati a fronteggiare una situazione che rappresenta una vera e propria emergenza soprattutto per la sicurezza dei cittadini. Al netto delle facili polemiche la situazione è quindi più seria e meno banale di quanto si possa pensare. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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