Litorale, riparte ufficialmente il campeggio di Spinicci
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Il progetto punta a rimettere in moto il turismo a Tarquinia, garantendo un ritorno diretto per l'indotto attraverso la creazione di opportunità di lavoro e commesse per le attività commerciali e gli artigiani del territorio.

TARQUINIA – Con la firma del contratto tra l’Università Agraria di Tarquinia e la ditta vincitrice dell’avviso pubblico, siglata dal presidente dell’Ente Alberto Riglietti, si chiude la fase burocratica e si sblocca la gestione del complesso ricettivo.

La notizia segna un punto di svolta atteso da tempo. L’area è rimasta a lungo inaccessibile, tagliata fuori dai flussi dei visitatori e in stato di progressivo degrado.

Dietro l’avvio del nuovo corso si prospetta ora un impatto rilevante per l’intera costa. Gli interventi previsti puntano infatti a riattivare una leva strategica per l’economia e l’occupazione della zona.

Resta da capire in quanto tempo i lavori di ammodernamento, interamente a carico del privato, permetteranno la riapertura dei cancelli e il ritorno dei flussi ricettivi.

“È un momento storico che vede l’Università Agraria protagonista per il rilancio della struttura turistico-ricettiva Riva dei Tarquini”, afferma il presidente Alberto Riglietti. “Dopo anni di abbandono, la nostra città vede riaprirsi i cancelli del campeggio di proprietà dell’Ente”.

Il progetto punta a rimettere in moto il turismo a Tarquinia, garantendo un ritorno diretto per l’indotto attraverso la creazione di opportunità di lavoro e commesse per le attività commerciali e gli artigiani del territorio.

“Presto il campeggio sarà nuovamente fruibile per tutta la comunità – sostiene Riglietti – e ci saranno ricadute positive in termini di occupazione fissa e stagionale e lavoro per gli artigiani locali e per le attività commerciali locali”.

Accanto al beneficio occupazionale, l’operazione garantisce la messa a reddito del patrimonio pubblico attraverso il canone che affluirà periodicamente nelle casse dell’Ente.

“Sono contento di questo importante traguardo – aggiunge Riglietti –. La nostra amministrazione ha raggiunto l’obiettivo di far riaprire il campeggio e incassare nel bilancio dell’Ente risorse importanti”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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