Non rubate la notte ai giovani, lettera aperta al sindaco Giovanni Arena
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Una lettera aperta al sindaco Giovanni Arena per chiedere allo stesso di rivedere la decisione di chiudere i locali del centro storico (area monumentale) a mezzanotte.

Caro sindaco,

voglio mettere al centro di questa mia lettera aperta un messaggio  forte, mutuato da comunicazioni del passato, e che suona così: “Non rubate la notte ai giovani”.

Mi permetto di intervenire sulle recenti evoluzioni e decisioni che come amministratori della città avete preso con la recente approvazione del piano del commercio. In modo specifico sulla restrizione dei locali della zona monumentale a chiudere entro mezzanotte.

Il nostro giornale ha preso una posizione chiara sulla vicenda, che conosciamo bene per ragioni anagrafiche. Abbiamo deciso di farlo perché frequentatori di quella che viene definita “movida viterbese” e consapevoli del grave torto che rappresenterebbe, per gestori dei locali e per i ragazzi che li frequentano, la restrizione voluta dalla sua amministrazione.

Una restrizione che non ci convince e che riteniamo sia stata presa sotto le pressioni di alcuni residenti della zona, con cui in questi giorni anche noi ci siamo trovati a interagire per ragioni giornalistiche.

Ricevendo lamentele, spesso anche insulti, attacchi alla nostra credibilità. Sia in forma pubblica sui social, sia in forma privata attraverso sequele di messaggi sui nostri telefoni. Proprio questo atteggiamento, sopra le righe, dei residenti ci ha spinto a scriverle. Perché se prima avevamo la sensazione che proprio certi residenti avessero calcato la mano nel raccontare una “movida” insopportabile ora – dopo aver interagito con gli stessi – siamo convinti che sono persone propense all’esagerazione e all’esasperazione dei fatti. 

A nostro giudizio, caro sindaco, la decisione di chiudere un’ora prima la movida è stata presa basandosi più su impressioni derivanti da racconti (più o meno esagerati) che dalla constatazione della situazione reale. Se così fosse capisce bene che sarebbe opportuno sospendere la decisione e verificare attentamente cosa accade nelle serate viterbesi. 

Facciamo alcune semplici domande: quante persone risiedono a San Pellegrino? Di queste con quante avete ascoltato? Avete verificato se le persone che hanno rappresentato a voi una situazione insopportabile sono davvero residenti nel quartiere? Chiediamo che queste informazioni siano rese pubbliche. Vogliamo conoscere i numeri di chi vorrebbe chiudere la movida viterbese. In nome di quanti viene presa una decisione che riguarda tutta la città?

Riteniamo che la questione sia significativa. Perché dall’entrata in vigore del piano Viterbo diventerà una città più povera, dove se viene a trovarti un amico non potrai più neppure andare pochi minuti dopo la mezzanotte a prendere una birra nel quartiere storico. Può sembrare una cosa banale ma le assicuro che non lo è. 

Avete effettuato dei sopralluoghi nelle case di chi lamenta l’invivibilità del quartiere per verificare la reale situazione? Toccare con mano è sempre meglio che affidarsi al sentito dire. 

La rappresentazione della notte viterbese, definita addirittura “malamovida”, a nostro giudizio è fortemente esagerata. Sì è vero ci sono foto di tracce di urina in alcuni vicoli e di qualche vomito a terra. Esattamente come li si trova a San Faustino, dove eppure non ci sono i locali. E chi garantisce che chiusi i locali tutto questo non si verificherebbe più?

Investigando su quanto accade a San Pellegrino siamo venuti a conoscenza di storie pesanti, di lite tra residenti e titolari dei locali che anche lei dovrebbe conoscere. Dopo averle ascoltate ci siamo domandati: quanto questa situazione della movida è un problema reale e quanto c’è di scontri personali?

Le rappresentiamo che noi stessi, per avere preso una posizione critica verso la chiusura anticipata dei locali, siamo stati appellati come “beoni”, ho ricevuto messaggi privati dove mi si dà del “ridicolo”. Ho ricevuto commenti su Facebook non proprio equilibrati ed educati. Credo sia legittimo chiedersi: chi accusa la movida? 

Quanti scippi ci sono stati? Quanti stupri? Quanti arresti? Quante risse?

E qui aprire una verifica. Verifichi sindaco, verifichi sulla pulizia di San Pellegrino che non spetta ai gestori dei locali. Verifichi su chi è che parcheggia la propria auto proprio nella piazza davanti alla chiesa di San Pellegrino. Chiudere i locali a mezzanotte significa mettere a rischio tutta la movida. Significa, a nostro umile giudizio, “rubare la notte ai giovani”. Giovani che magari fanno meno rumore di altri sui giornali ma sui social in questi giorni si stanno facendo sentire forte e non sono affatto contenti. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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