Non fermarsi mai: la CNA scende in campo per non lasciare indietro il cuore produttivo della Tuscia
attilio lupidi
800 Monastero
Le sfide sul tavolo sono diverse e pesanti: dal fondo per il contrasto alla deindustrializzazione – che mette in campo fino a 300mila euro per chi ha coraggio di investire nel manifatturiero – a "Valore artigiano", passando per il nuovo fondo piccolo credito e le tutele dell'Ente bilaterale.

VITERBO – C’è un’Italia che non va in vacanza, quella che ha le mani sporche di lavoro, che macina progetti e che ogni mattina, al sorgere del sole, accende i motori delle proprie botteghe e delle proprie aziende. È un tessuto vivo, fatto di artigianato e manifattura, che proprio in questi giorni estivi si trova davanti a un bivio: quello delle opportunità. Perché se è vero che agosto si avvicina, è altrettanto vero che il futuro di un’impresa si costruisce anche con la lungimiranza di saper cogliere i bandi giusti al momento giusto.

La Cna di Viterbo e Civitavecchia questo lo sa bene, e per questo ha deciso di non mollare la presa, anzi, di raddoppiare. Come racconta il segretario Attilio Lupidi, la macchina associativa non si ferma, anzi, si mette in marcia per portare l’informazione direttamente “a casa” degli imprenditori. Perché un bando, se non conosciuto, è solo una carta inutile; se invece diventa oggetto di confronto, può trasformarsi in quel fondo perduto necessario per un nuovo macchinario, per un’innovazione digitale o per dare ossigeno a un progetto che stava solo aspettando il momento buono per decollare.

Le sfide sul tavolo sono diverse e pesanti: dal fondo per il contrasto alla deindustrializzazione – che mette in campo fino a 300mila euro per chi ha coraggio di investire nel manifatturiero – a “Valore artigiano”, passando per il nuovo fondo piccolo credito e le tutele dell’Ente bilaterale. Un pacchetto di misure che disegna una mappa di possibilità per chi non vuole restare immobile, ma ha voglia di modernizzare la propria identità produttiva.

Ma i numeri, da soli, non bastano. Serve la consapevolezza. Per questo la Cna ha disegnato un tour che toccherà otto Comuni, da Viterbo a Civitavecchia, risalendo lungo la Tuscia fino ad Acquapendente. Otto tappe che non sono solo seminari, ma momenti di ascolto e di orientamento, un modo per guardarsi negli occhi e capire quale strada sia la migliore per ciascuno.

“Non vogliamo far perdere nulla alle imprese”, ripete Lupidi. È una promessa che sa di difesa del territorio. In un momento in cui la burocrazia sembra spesso un labirinto invalicabile, l’associazione sceglie di farsi scorta, bussando alla porta di ogni paese per assicurarsi che nessuno resti escluso dal treno della ripresa.

Un impegno, quello della Cna, che racconta una verità semplice: per far correre il territorio non servono proclami, ma la capillarità di chi conosce il valore del sacrificio e vuole trasformarlo in una leva per il domani. L’appuntamento è segnato, l’invito è aperto. Perché in questa estate che si preannuncia di lavoro e progettualità, la Tuscia artigiana ha tutte le intenzioni di non farsi scappare la sua occasione.

 


Questo il programma degli incontri, che avranno tutti inizio alle ore 18

Mercoledì 8 luglio Viterbo, sede Cna Sostenibile, via dell’Industria snc

Martedì 14 luglio Civita Castellana, sede Cna, viale Fiume Treia (Loc. Pizzo Garofalo)

Mercoledì 15 luglio Civitavecchia, sede Cna, via P.Togliatti 7

Giovedì 16 luglio Montalto di Castro, sala riunioni Biblioteca comunale, via Tirrenia

Venerdì 17 luglio Canino, sede Cna, via della Pace

Martedì 21 luglio Tarquinia, sala del consiglio comunale

Mercoledì 22 luglio Soriano nel Cimino, sede Cna, viale Vittorio Emanuele III 27

Giovedì 23 luglio Acquapendente, biblioteca comunale, via Cantorrivo 13.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la Cna allo 0761.2291.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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