
La sensazione è come quella di trovarsi in un incubo da dove è difficile uscire. Non è una grande bellezza né il nostro Paese né questa città di Viterbo. Non bastano Sorrentino e Servillo a vincere nella notte degli Oscar per cambiarci la storia, le storie, che ogni giorno ci troviamo davanti.
Mi rendo conto che mancano essenzialmente due cose: la buona fede e il metodo. Manca la buona fede perché la sensazione diffusa è che ognuno sia disposto a distruggere qualsiasi cosa pur di averne proprio tornaconto. Insomma cari signori, la prima Repubblica sembra non essere mai finita. Manca il metodo perché non c’è gente preparata nei posti. Perché i posti sono dati con criteri molto particolari e spesso chi ci finisce si sente intoccabile o anche un “padreterno”. Le migliori energie sono spesso messe al margine e percepite come ostili, ergo osteggiate. Le pratiche per sbrigare qualsiasi cosa all’interno degli uffici pubblici costituiscono un vero e proprio calvario e quando ti trovi davanti del personale che non riesce a usare neanche la posta elettronica certificata ti fermi un attimo a respirare perché la botta è troppo forte.
A volte mi chiedo: come si esce da questo merdaio? Da questa “grande schifezza”. Bisognerebbe essere Toni Servillo per sopravviverci indenne.


















