Non di un solo giorno può vivere un partito
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La convention dei democratici è sicuramente un momento di grande splendore. Ma quanto è sostanza e quanto è scena? Ce lo domandiamo, rispondete voi.

Sono giornate di giubilo dentro al Partito Democratico, almeno per una parte. La due giorni, con antipasto in salsa di Leopolda a regalare un giorno extra, alle Terme Salus sono sicuramente un momento alto.

Arrivano in città la bellezza di due ministri, Madia e Delrio, e il vicesegretario del partito Serracchiani. Alla faccia di chi diceva che con Renzi sarebbe finita l’era Fioroni. E infatti dietro a tutto questo ben di Dio della convention democrat c’è proprio lui: Giuseppe Fioroni.

Uomo d’oro della politica viterbese e tra i “signori del partito democratico locale”. 250 persone alla Leopolda sono un bel numero, un risultato portentoso di questi tempi. Siamo pronti a mettere la mano sul fuoco che anche i convegni di questi giorni saranno seguitissimi.

Ma quanto è scena politica e quanto realtà di un partito vivo che discute democraticamente? Non vogliamo dare una risposta, ci basta mettere lì, nella mente dei nostri lettori, questa domanda.

Nei restanti 363 o 362 giorni dell’anno dentro il Pd viterbese si discute? C’è il confronto? C’è una nuova classe dirigente che viene “coltivata”? C’è attenzione vera al bene del partito e del territorio o piuttosto prevalgono le logiche di cordata? Domandiamo  e invitiamo a estendere tutti i punti interrogativi anche agli altri partiti politici che magari non fanno la Leopolda ma altre iniziative simili.

E l’ultima domanda ai cittadini: quanto siete lontani dai partiti? Quanto avete cercato di coinvolgervi davvero e interessarvi? Non di un solo giorno vive un partito politico, non di un solo giorno vive un cittadino.

 

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