
VITERBO – La sindaca Frontini è supercattiva perché permette ai cinghiali di bivaccare nel centro del capoluogo. Probabilmente sarebbe anche arcigna se ne disponesse l’abbattimento e addirittura malvagia se li facesse caricare, pagando di sua tasca le spese, e trasferire in qualche altra parte d’Italia o del mondo. Il tema cinghiali, presente ormai da anni, sul tavolo viterbese sta esplodendo in questi giorni.
Tutti ne parlano, tutti sono esperti, tutti sanno. Peccato che nessuno faccia qualcosa davvero o indichi una strada. Mille gli interessi in circolo: da chi vorrebbe passarli tutti alla doppietta, a chi ha trovato qualcosa di cui parlare con cui passare la giornata, a chi usa i cinghiali per infilzare il primo cittadino del capoluogo (la critica non è rivolta alla stampa che fa il suo lavoro, ci teniamo a precisare, ma ad altri politici che ciurlano nel manico non rendendosi conto che la questione li riguarda in primis).
Per chiarezza di prospettiva anche noi siamo convinti che il sindaco dovrebbe prendere in mano la situazione e costruire una risposta al problema reale. Per onestà però ci sentiamo di affermare che ben due sindaci non hanno mosso un dito: Giovanni Arena, primo cittadino dal 2018 al 2021, e Chiara Frontini eletta nel giugno del 2022. Una staffetta tra la precedente amministrazione di centrodestra e l’attuale civica di inattivismo. I primi hanno portato la bandiera per poco più di tre anni, la seconda per un anno e qualche mese (ci auguriamo non voglia battere in questo i predecessori).
Ma veniamo alla madre di tutte le soluzioni: un cambio nella gestione del sistema di raccolta rifiuti. E’ evidente una cosa: per fare sparire i cinghiali dalla città occorre togliere il cibo. Ci terremmo infatti a essere chiari: questi “simpatici” animali non attraversano vie e piazze o vanno in piazza Verdi perché ci vogliono bene e tendono a starci vicino, non gradiscono l’odore di smog delle auto con cui andiamo a parcheggiare davanti ai negozi, non sono nemmeno attratti dal calore dell’asfalto e né appassionati dei cantieri del bonus 110 apparsi come funghi in città. Gli piace una sola cosa e sono tra noi per quella: l’immondizia fatta di scarti alimentari.
Il “porta a porta” ci ha messo nella condizione di imbottire le nostre vie di rifiuti di cibo e questo è il potente richiamo e l’origine dell’emergenza (presto lo sarà davvero) cinghiali. Mentre tutti si sono sperticati, sul fronte della gestione rifiuti, nella pratica dell’appalto ponte, mandando in proroga un sistema che non funziona sotto molti aspetti, forse la cosa giusta da fare era approfondire come nel mondo viene oggi gestita la raccolta dei rifiuti. Tante città hanno superato il “porta a porta” e realizzato strutture di conferimento a servizio dei quartieri. Si differenzia comunque ma senza lasciare in giro sacchi e sacchetti. Si spende tanto di più all’inizio per impostare ma poi ogni anno si risparmia molto. Soprattutto di personale. Attenzione perché qui nessuno dice di lasciare senza lavoro nessun’altro. Infatti quella forza lavoro sarebbe molto utile per tenere pulita davvero la città: più spazzamenti, manutenzione caditoie, rimozione infestanti, etc.
Si scrive problema cinghiali ma si legge sistema di gestione dei rifiuti obsoleto e scorretto. Ora riteniamo che se si voglia risolvere il problema questa sia l’unica strada. Se invece il giochino è quello di non risolvere niente ma continuare a chiacchierarsi addosso e continuare a fare come si è sempre fatto tenere il “porta a porta” ci sembra una strada ottima. Guardiamo ancora il dito e impalliniamoci a vicenda: “Romoli impallina Frontini”, “Frontini impallina Romoli”, “Arena impallina Frontini”, “Frontini impallina Arena” e via dicendo. Come nei migliori asili.


















