New Gen Fest, intervista a Francesco Gentili: "Sogno un'aggregazione di artisti per dire quello che c'è bisogno di dire"
Foto Francesco Gentili
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Sabato 23 dicembre la musica live con band locali torna nel centro storico. In questa settimana con La Fune andremo a intervistare i protagonisti della serata al Teatro San Leonardo. Siamo andati da Francesco Gentili. 

VITERBO – Sabato 23 dicembre la musica live con band locali torna nel centro storico grazie al New Gen Fest. In questa settimana con La Fune, media partner dell’evento, andremo a intervistare i protagonisti della serata al Teatro San Leonardo. Siamo andati da Francesco Gentili. 

Raccontaci qualcosa di te, perché non hai un nome d’arte?

“Non sono mai stato bravo nel dare i titoli alle canzoni, ad identificare le cose, a darle un nome e forse è giusto così a volte. È giusto che non abbiamo un nome, perché forse non è il momento, perché sono in evoluzione oppure semplicemente perché sono fatte così.

Il mio nome d’arte coincide con il mio all’anagrafe perché non ho sentito un trasporto verso un nome, un suono, che mi rappresentasse, ma sono io che scrivo, che canto e il mio vero nome mi collega al momento presente mentre faccio musica”.

Che musica fai?

“Genere cantautoriale. Ho spaziato agli inizi verso varie sonorità ma questo anno, dopo grandi esperienze, inizierà un nuovo percorso per me, di parole, come autore e di un’identità più definita da quello che amo”.

Raccontateci come nasce il tuo progetto musicale e che cosa hai prodotto.

“Scrivo dall’adolescenza, credendoci tanto però sempre con la paura che tutto potesse finire. Ho avuto band e fatto tanta gavetta che orgogliosamente continuo a fare. Dopo una laurea in tutt’altro (Architettura) ho deciso di dedicarmi alla musica con tutto me stesso, quindi ora è la mia nuova rinascita”.

Sogni per il futuro?

“Per me sogno di poter vivere di musica, di innamorarmi ogni giorno delle cose che mi permettono di scrivere. E della curiosità e testardaggine in quello che faccio perché che non è mai abbastanza. Per la musica sogno una nuova riscoperta e aggregazione fra artisti che trasmetta ancora di più quello che c’è bisogno di dire”.

PRENOTA LA TUA CENA DI CAPODANNO NEL CENTRO STORICO DI VITERBO

https://youtube.com/@francescogentili6813?si=fu29GpsbfV7TsfC3

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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