New Gen Fest, intervista a Clied: "Sogno di vivere una vita piena di emozioni vere e condivisione"
Foto Clied
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VITERBO - Sabato 23 dicembre la musica live con band locali torna nel centro storico grazie al New Gen Fest. In questa settimana con La Fune, media partner dell'evento, andremo a intervistare i protagonisti della serata al Teatro San Leonardo. Iniziamo da Clied.

VITERBO – Sabato 23 dicembre la musica live con band locali torna nel centro storico grazie al New Gen Fest. In questa settimana con La Fune, media partner dell’evento, andremo a intervistare i protagonisti della serata al Teatro San Leonardo. Iniziamo da Clied.

Nome d’arte?
“Mi chiamo CLIED”.

Che musica fai?
“Il genere che amo è il rock, nel quale molto spesso inserisco il cantautorato, trovo che la fusione tra le due cose sia molto spontanea e mi permette di esprimermi al massimo delle mie esigenze artistiche”.

Raccontaci come nasce la tua storia musicale.

“Sono partito da solo, scrivendo per me stesso e facendomi aiutare da vari produttori, fino a quando non ho incontrato Gianmarco Pandolfi e Matteo Gullo, con i quali ho cominciato a produrre e a suonare dal vivo le mie canzoni fino a che non sono diventati parte integrante e fondamentale del mio progetto.

Insieme abbiamo prodotto e pubblicato due dischi: “Sabato 18”(2021) ed “Equilibrio”(2023)”.

Sogni per il futuro?

“Sogno di vivere una vita piena di emozioni vere e condivisione, con la musica come mezzo di comunicazione e l’amore come obiettivo finale”.

 

PRENOTA LA TUA CENA DI CAPODANNO NEL CENTRO STORICO DI VITERBO

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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