Nell'ottobre del 2024 a Villa San Giovanni un altro caso di morte fratello-sorella

Una doppia morte, fratello-sorella, a distanza di sei mesi l'una dall'altra. In entrambi i casi un malore improvviso.
VETRALLA – Nell’aprile del 2024 moriva, all’improvviso, Lucia Fabbri. Una morte che sprofondò nel dolore l’intera comunità di Villa San Giovanni in Tuscia, che perse una splendida ragazza di 38 anni, madre di due bambine piccole. A ottobre dello stesso anno la morte del fratello Arsiero, stroncato anche lui da un malore mentre si trovava con gli amici al bar. Anche Arsiero era giovane: 42 anni.
Una doppia morte, fratello-sorella, a distanza di sei mesi l’una dall’altra. In entrambi i casi un malore improvviso.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















