Nasce il Booking "made in Viterbo", sarà in funzione prima dell'estate. A lanciarlo Stay in Tuscia
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Il mondo dell’extralberghiero che è attivo sulla città di Viterbo prova a liberarsi delle quote che oggi sono il boccone prelibato degli Ota internazionali.

VITERBO – Viterbo è una città turistica? Fate voi, noi oggi vi raccontiamo questa storia: sta per essere lanciato “il Booking viterbese”. L’idea è stata partorita e finanziata da Stay in Tuscia. Per chi non sa di cosa si tratti riutilizziamo – perché in un giornale funziona come con il maiale: non si butta via niente – le parole con cui si autodefiniscono: “Stay in Tuscia è un’associazione che riunisce case vacanza e alloggi turistici situati nel cuore della Tuscia. Le strutture, tutte regolarmente autorizzate, comprendono b&b, guest house, dimore d’epoca, agriturismi e altre attività ricettive extralberghiere.

Il mondo dell’extralberghiero che è attivo sulla città di Viterbo prova a liberarsi delle quote che oggi sono il boccone prelibato degli Ota internazionali. In pratica quelli che fanno da intermediari sulle prenotazioni delle camere per i turisti. Tutti conoscono Booking ma ce ne sono anche altri come Airbnb per esempio.

Ogni volta che andate su un’Ota e prenotate una stanza i soldi che pagate non finiscono tutti a chi ve la prepara ma in parte percentuale sono trattenuti da Booking o chi fa lo stesso lavoro. E sapete quanto trattiene? Dal 10 al 30% della tariffa che il cliente finale paga.

Sviluppare una piattaforma di gestione delle prenotazioni e metterla al servizio di un territorio in pratica significa dare ossigeno agli imprenditori che ci lavorano e che fanno gli investimenti per potenziare l’offerta ricettiva locale, base necessaria allo sviluppo turistico più in generale.

La piattaforma tutta viterbese sarà online prima dell’estate. Dentro i 70 associati già presenti in Stay in Tuscia, che gestiscono tra centro storico, frazioni e qualcosina a ridosso delle mura del capoluogo circa 300 posti letto. L’obiettivo però è quello di aprire a tutti gli operatori della ricettività extralberghiera della Tuscia e utilizzare la piattaforma anche per promuovere ristoranti e servizi turistici accessori: escursioni, esperienze e molto altro.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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