Napoli sempre più internazionale grazie al genio di un viterbese
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Due i titoli ideati dal drammaturgo e curatore Gian Maria Cervo con il progetto Affabulazione del Comune di Napoli. Una nuova versione dell’opera “Le quattro morti di Pier Paolo Pasolini” codiretta dall’autore attesa anche a Viterbo per la XXX edizione del Festival Quartieri dell’Arte.

NAPOLI – Napoli diventa sempre più internazionale e apprezzata internazionalmente anche grazie al genio del viterbese Gian Maria Cervo. Sono ben due le opere partenopee create con Affabulazione, programma culturale promosso dal Comune di Napoli in diverse periferie, che
superano i confini nazionali approdando a importanti riconoscimenti.

A partire da “Le quattro morti di Pier Paolo Pasolini”, lavoro dello stesso Cervo andato in scena in prima assoluta nel quartiere Soccavo nel 2022, che ha visto la collaborazione, per l’allestimento della sua “premiere”, di un gruppo di attori e musicisti napoletani con la Fundación Épica La Fura dels Baus. Il testo ha già conosciuto una affermazione internazionale nel 2024 in occasione della sua rappresentazione in forma di installazione mise en espace nell’avveniristico Kadokawa Culture Museum, a Tokyo, da parte del maestro Takeshi Kawamura, maggiore metteur en scene dell’opera pasoliniana in Giappone. Ora, il prossimo 11 aprile 2026 andrà in scena in una mise en espace al Teatro Nazionale Finlandese di Helsinki dove l’innovativo direttore Mika Myllyaho guiderà il suo ensemble tra le nuances dell’opera di Cervo.

L’altra importante opera è il monologo “Diego Armando Prometeo” di Rafael Spregelburd andato in prima mondiale nel settembre 2023 nell’Anfiteatro del parco Attianese del quartiere Pianura nell’ambito della serata “MURGA!”, tradotto, diretto e interpretato da Matteo Bertolotti, accompagnato dal gruppo BandAssurda Murga Flegrea, come parte della rassegna “Pianura Opera House”. Il prossimo luglio sarà rappresentato al prestigioso Centro Cultural Borges di Buenos Aires: il grande drammaturgo latino-americano Rafael Spregelburd dirigerà e interpreterà questo lavoro creato per Napoli insieme al musicista Nicolás Varchausky.

Si tratta, dunque, di due appuntamenti internazionali che conferiscono ulteriore prestigio ai progetti diretti da Gian Maria Cervo nella periferia occidentale partenopea e promossi dal Comune di Napoli nell’ambito di “Affabulazione”, programma promosso dal Comune di Napoli e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

“Questi due eventi internazionali ci entusiasmano particolarmente perché confermano la profondità delle opere sviluppate dal Teatro Stabile delle Arti Medioevali e dal suo team napoletano che si avvale di figure come Roberto D’Avascio dell’associazione Arci Movie e Virginia
Capuano” evidenzia Gian Maria Cervo. “Contenti che produzioni nate a Pianura e Soccavo siano in grado di calcare palchi all’estero grazie alla loro capacità di unire eleganza, innovazione, internazionalizzazione e linguaggi popolari”.

Una nuova versione dell’opera “Le quattro morti di Pier Paolo Pasolini” codiretta dall’autore è attesa anche a Viterbo tra agosto e settembre prossimi in due occasioni: per la programmazione di spettacoli teatrali della Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio alla Rocca Albornoz e per la XXX edizione del Festival Quartieri dell’Arte, entrambe a Viterbo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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