Museo delle Macchine, se ne parlava già nell'Ottocento
Foto Museo delle Macchine libro
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Nel 2023, sempre scrivendo del Museo delle Macchine, era stato lo stesso Sodalizio dei Facchini, a rivelarci la cosa. Ci aveva contattato il presidente Massimo Mecarini, dicendoci che era stato portato a conoscenza del fatto dal giovane facchino Leonardo Massantini. Proprio lui aveva scovato un libro di Stefano Camilli dal titolo ‘Sulla Macchina o mole trionfale che annualmente si costruisce e trasporta per la Città di Viterbo’.

VITERBO – Del Museo delle Macchine di Santa Rosa se ne parlava già nell’Ottocento. Nel 2023, sempre scrivendo del Museo delle Macchine, era stato lo stesso Sodalizio dei Facchini, a rivelarci la cosa. Ci aveva contattato il presidente Massimo Mecarini, dicendoci che era stato portato a conoscenza del fatto dal giovane facchino Leonardo Massantini. Proprio lui aveva scovato un libro di Stefano Camilli dal titolo ‘Sulla Macchina o mole trionfale che annualmente si costruisce e trasporta per la Città di Viterbo’.

Riportiamo il passo del testo dove si fa riferimento all’opportunità di costruire il Museo: “Certo, che se esistesse un locale a sufficienza ampio, e capace a conservare questi annui trofei, si avrebbe una serie di leggiadri, sebben men solidi monumenti, atta a pascere il genio dell’amico e del cultore delle belle arti, al pari forse dell’idiota meno avvezzo a gustarne criticamente le teorie e le proporzioni. Pur volendo in qualche guisa diffondere e serbare la memoria della macchina inventata ed eseguita nel 1828, ed insignita dal nome di eminentissimo personaggio, giova affidarla ad un mezzo destinato a percorrere il culto mondo, ed a pervenire alle più remote età future: al Giornale Arcadico di Roma”.

La domanda è chissà se i viterbesi del 2026 riusciranno, finalmente, a gettare le basi di quel Museo sognato già dai bisnonni dei loro bisnonni.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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