Museo Civico di Viterbo, 3mila euro d'incassi e 237mila euro di spese all'anno
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VITERBO - Lo spazio museale di piazza Crispi rimette "l'osso del collo". Eppure quello che contiene ha un potenziale attrattivo reale, anche se meriterebbe una presentazione più in linea con i tempi. 

VITERBO – Museo Civico, dal bilancio dati che fanno riflettere. All’anno le spese ammontano a 237mila euro mentre le entrate si attestano sui 3mila euro. 

Lo spazio museale di piazza Crispi rimette “l’osso del collo”. Eppure quello che contiene ha un potenziale attrattivo reale, anche se meriterebbe una presentazione più in linea con i tempi. 

Sta di fatto che uno dei centri culturali più significativi del territorio, dove sono custodite due importanti opere di Sebastiano del Piombo (La Pietà e La Flagellazione), è praticamente uno sconosciuto. Da qui l’assenza di incasso e la perdita secca, a ogni giro completo di calendario, di oltre 200mila euro. 

Numeri venuti fuori con la presentazione della delibera sulle tariffe a domanda individuale presentata in seno ai lavori sul bilancio dell’ente. 

Dati imbarazzanti, che raccontano quanto non sia mai stato fatto nulla per valorizzare e inserire anche in quel minimo di circuito turistico che si è sviluppato nel capoluogo la realtà museale. Quanto non si sia mai speso, con frutto, un euro di comunicazione. Quanto tutti, finora, nonostante i proclami, se ne siano infischiati di valorizzare il Museo Civico di piazza Crispi. 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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