Muore Marta Contreras, artista e madre dell'ex ministra della Cultura del Cile che vive a Sipicciano
Foto Marta Contreras
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Dopo il colpo di stato militare del 1973, visse in esilio in Italia, da dove continuò la sua attività artistica e culturale.

ROMA – E’ morta, nella notte tra sabato 14 e domenica 15 febbraio, a Roma, la cantante e artista cilena Marta Contreras. Si tratta di una figura vicina anche al Viterbese, visto che la figlia Claudia Barattini, ex Ministra della Cultura del Cile, vive a Sipicciano.

Formatasi in recitazione all’Università di Valparaíso, ha sviluppato una brillante carriera in teatro, cinema e musica dagli anni ’50 in poi, con un forte impegno sociale e culturale. Nel cinema, è apparsa in film emblematici come ‘Ya no basta con rezar’ (1972), ‘Sussi’ (1988) e ‘Caluga o menta (El Niki)’ (1990).

Dal 1964, ha anche iniziato un’importante attività come compositrice, musicando poesie latinoamericane e spagnole. Il suo lavoro sulla poesia di Gabriela Mistral è stato particolarmente acclamato, così come le sue musiche di testi di Nicolás Guillén, Pablo Neruda e Federico García Lorca.

Dopo il colpo di stato militare del 1973, visse in esilio in Italia, da dove continuò la sua attività artistica e culturale. La sua scomparsa segna la perdita di una figura chiave nell’intersezione tra arte, poesia e impegno sociale in Cile.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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