
VITERBO – A chiamare i soccorsi una madre, alle 3.30 della notte tra l’Epifania e il rientro a scuola. Si accorge della finestra della camera del figlio aperta, lui non c’è, si sporge e lo vede immobile a terra tre metri più sotto. Così la mamma di Shyliuk Artem ha raccontato agli agenti della Squadra Mobile che da ventiquattro ore stanno portando avanti le indagine sulla morte del tredicenne di origini ucraine.
Diverse le persone ascoltate in queste ore: parenti, amici; ed è stata disposta l’autopsia, dal pm Michele Adragna, che sarà eseguita al San Lazzaro nella giornata di venerdì 9 gennaio. Tragica fatalità? Atto volontario quindi suicidio? Altro’ Tutte le piste rimangono al momento aperte. Si cerca di ricostruire quanto accaduto nelle ultime ore di vita del giovane e di prendere in rassegna le immagini delle telecamere presenti nella zona per vedere se dovesse emergere qualche elemento utile a ricostruire quanto accaduto.
Una delle ipotesi in ballo, sembrerebbe la più accreditata, è quella del gesto estremo. Quindi si va cercando anche “il movente”, l’innesco. Ipotizzata anche la possibilità che il giovane fosse stato vittima di atti di bullismo da parte dei coetanei. A insospettire in questa direzione è la tempistica dell’accaduto: proprio la notte prima di tornare a scuola.
L’autopsia sarà invece fondamentale per confermare o meno che la morte sia avvenuta a seguito della caduta da un’altezza importante. Un elemento oggettivo fondamentale per indirizzare nella giusta direzione le indagini.


















