
VETRALLA – Una scritta luminosa, fatta con le candele sul sagrato del duomo, per cercare di rendere meno buia la notte di giorni neri come la pece a Vetralla. Il nome di Matias, il bambino di dieci anni ucciso a tradimento dal padre con un fendente alla gola che non gli ha lasciato scampo, splende nelle tenebre.
La veglia di preghiera nei pressi della chiesa di Santa Maria del Soccorso a Cura. Il lutto cittadino voluto dal sindaco Sandrino Aquilani. Il minuto di silenzio, accompagnato dal suono delle campane alle 12. I volti bassi, le lacrime e le testimonianze straziate finite in onda sui telegiornali nazionali. I compagni di scuola e i coetanei che lo conoscevano a Matias ammutoliti.
Quanto accaduto ieri pomeriggio è indicibile. Un padre che raggiunge il figlio per dargli la morte. “Saremo capaci di affrontare anche questo momento così difficile e incomprensibile, e lo faremo tutti insieme”. Questo il messaggio ai cittadini dal Comune. Parole di conforto mandate giù mentre si strozza un groppo alla gola. Vetralla si stringe in un abbraccio di dolore, impotente. Niente può cambiare quanto accaduto, nulla può permettere di recuperare.


















