

Moricoli non si dimette e spiega le ragioni del suo voto alla Lista dei Riformisti alle provinciali. Paolo Moricoli è finito al centro di una forte polemica da parte di Sel, che lo ha disconosciuto chiedendone le dimissioni da consigliere comunale. “Ho scelto di non votare la lista di sinistra – ha spiegato a La Fune – perché il voto sarebbe stato ininfluente per il successo di quella lista. Con il mio voto ai Riformisti invece volevo cercare di dare un voto all’amministrazione comunale di Viterbo”.
Sel: “Moricoli ha subito il fascino dei vecchi squali della politica”
Un voto a Livio Treta, insomma, per dar più forza alla componente fioroniana per tutelare gli equilibri in maggioranza. Un voto che non lo porterà dunque alle dimissioni. “Non lo farò e ricorcdo che sono stato eletto – ha proseguito poi Moricoli spiegando la sua presenza a Palazzo dei Priori – in una lista mista, sia politica che civica. Infatti la lista era una bicicletta tra Sel e Viterbo Bene Comune. Se Sel mi disconosce, rimarrò in maggioranza come rappresentante della seconda componente. D’altronde vengo dal mondo dell’associazionismo. Mi rendo conto del peso differente che avrò non avendo un partito nazionale alle spalle, ma lo accetto”.
Quanto al percorso intrapreso dalla sinistra viterbese verso l’unità, Moricoli non si sbilancia troppo. “Non ne farò parte, non credo me lo permettano. Mi ricordo comunque il fallimento politico della Lista Tsipras, non sarà facile, ma se ci riescono sarà positivo”.

















