MoRi a Egidi: "Schizofrenico. Firmare con la destra vera è un rapporto non protetto"
Mori
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I Moderati e Riformisti attaccano il segretario provinciale del Partito Democratico: "Grazie ad alleanze con membri di MoRi governiamo Acquapendente, Nepi, Tarquinia, Montefiascone, Monterosi, Castel sant’Elia, Ronciglione, Bagnoregio e Capranica"

Egidi colpito da schizofrenia politica: “l’unico rapporto non protetto lo avrà lei con il suo Partito se deciderà di firmare con la destra”. La definizione la fornisce il coordinamento provinciale di Moderati e Riformisti, che incassate le parole del segretario provinciale del Partito Democratico (qui), risponde per le rime.

“Caro segretario – scrive MoRi – additare Moderati e Riformisti con parole sprezzanti additandoci come pezzi di destra, trasformisti ed altro significa non avere alcun pudore oltre a non riconoscere ciò che accade nel paese e non solo a Viterbo. Se poi lo si fa avendo avuto, caro segretario, più di un rapporto con questi membri di Moderati e Riformisti che hanno generato le amministrazioni di Acquapendente, Nepi, Tarquinia, Montefiascone, Monterosi, Castel sant’Elia, Ronciglione, Bagnoregio e Capranica, questo è davvero degenere. Al nostro interno – proseguono – vi sono soggetti che vengono da un civismo vero e anche provenienti da esperienze politiche come Udc, Alleanza Popolare, Scelta Civica, Socialisti che lo si ricordi sono gli odierni alleati e la maggioranza dei Governo del presidente Renzi.

Non si scandalizzi dunque caro segretario agitando rapporti extra coniugali con la destra ma anzi pratichi un po’ di sana astinenza piuttosto che criticare i comportamenti e i costumi degli altri e si ricordi che l’unico rapporto vietato e non protetto, lo sta per avere lei col suo Partito al Comune di Viterbo qualora decidesse di votare o firmare con la destra, quella vera che è in opposizione a tutti i governi di centro sinistra locale regionale e non ultimo nazionale”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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