Monastero di Santa Rosa, un tavolo per il restauro e iniziative di raccolta fondi
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Una task force istituzionale per soccorrere il monastero di Santa Rosa, che non gode di buona salute. Rischi di crollo interessano il tetto e due affreschi antichi sono rovinati.

Il monastero di Santa Rosa non è in ottima saluta, ma finalmente qualcosa si muove. L’allarme era stato lanciato lo scorso aprile, quando a finire sui giornali era stata la notizia dei rischi di crollo per una parte del tetto. Con La Fune ci interessammo del fatto, portando all’attenzione dell’opinione pubblica altri problemi all’interno. In modo particolare avevamo fissato l’attenzione su due dipinti, rovinati da una profonda crepa nel muro.

 

DUE ANTICHI AFFRESCHI ROVINATI DA UNA PROFONDA CREPA NEL MURO

 

Nella giornata di ieri c’è stata un’importante riunione, proprio al monastero. Al centro dell’incontro la risoluzione dei problemi al tetto e agli affreschi. L’incontro, promosso dalla dottoressa Buzzi – direttore generale per laValorizzazione dei Beni Culturali -, ha visto la presenza del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, , del soprintendente delegato per i Beni Archeologici, dell’assessore regionale Fabio Refrigeri, del presidente della Fondazione Carivit Mario Brutti, del vescovo Lino Fumagalli e del parlamentare viterbese Giuseppe Fioroni.

 

Nella riunione è stato deciso un sopralluogo del Genio Civile per martedì prossimo. Il tutto per avere una perizia strutturale dettagliata. La Regione Lazio sembra essere intenzionata a finanziare parte dei lavori che si intenderanno necessari, il resto dovrà mettercelo il monastero. La partita del recupero degli affreschi sarà invece giocata da Fondazione Carivit e Soprintendenza. Al termine della riunione si è deciso di rendere permanente il tavolo e tutti i soggetti si sono dichiarati pronti a riunirsi ogni qualvolta si voglia discutere su come intervenire per salvare il convento dal degrado.

 

L’INIZIATIVA DI RACCOLTA FONDI

 

Il Comitato Festeggiamenti Pianoscarano scende in campo per il monastero di Santa Rosa. Dal 27 giugno al 6 luglio saranno organizzate le cene di beneficenza a Porta San Pietro, con menù tipici viterbesi. Parte dei fondi raccolti andranno alle suore di Santa Rosa per il rifacimento del tetto. Per informazioni 3392433875.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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