Monastero di Santa Rosa, nella struttura diversi problemi. Due antichi affreschi rovinati da una profonda crepa del muro
santa rosa
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Oltre alla falla che si è aperta sul tetto del monastero c'è di più. Una grossa crepa sul muro che separa due ambienti interni rischia di compromettere affreschi antichi di una certa importanza.
All’interno del monastero di Santa Rosa

Monastero delle clarisse di Santa Rosa, in queste ore la notizia del rischio di crollo per una parte del tetto sta facendo il giro della città. Subito si è attivata anche l’amministrazione comunale, anche se la competenza su questo monumento nazionale è della sovrintendenza. Da diversi anni la situazione all’interno della struttura non è delle migliori.

 

Dal 1998 gli ambienti che conducono all’urna che contiene il corpo di santa Rosa presentano dei problemi a causa di quella che viene definita “la falla della colonna”. Il cedimento è stato puntellato ma non è certo un bello spettacolo per i tanti viterbesi e per le persone che giungono da fuori città in visita al luogo sacro. Purtroppo questi non sono gli unici problemi nel convento.

 

C’è infatti una grossa crepa che corre lungo il muro che separa il refettorio antico dalla sala capitolare. In questo caso il problema è dato dal fatto che sulle facciate del muro in questione si trovano due antichi affreschi. Uno raffigura l’ultima cena e l’altro la via Crucis. La crepa di fatto compromette e minaccia le due importanti opere d’arte. Sarebbe necessario un intervento strutturare e il restauro della parte danneggiata dei dipinti.

 

Il monastero avrebbe bisogno di interventi importanti, purtroppo negli anni i problemi emersi e tangibili non hanno avuto risposte concrete. La speranza è che dalla città stessa, attraverso le associazioni, i privati ed enti e realtà di diversa natura arrivino risposte di tutela di quel patrimonio cittadino che è il monastero delle clarisse di Santa Rosa.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

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