Moltoni: "sono avvilito, schifato e rattristato. Ricorrerò alla Corte di Strasburgo"
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Moltoni ha ripercorso la vicenda, sottolineando quello che a suo modo di vedere è di fatto un vulnus democratico

Avvilito, schifato e rattristato. Francesco Moltoni si è definito così ieri in Consiglio comunale in merito alla vicenda della procedura per la sua decadenza (leggi qui la cronaca). Il consiglire di minoranza, eletto in maggioranza con Oltre Le Mura, ha preso parola dopo un lungo silenzio e ha chiesto “ai consiglieri in buona fede di votare con coscienza”.

Moltoni ha ripercorso la vicenda, sottolineando quello che a suo modo di vedere è di fatto un vulnus democratico. “Sono stato condannato e quindi sono incompatibile perché ho votato con la garanzia dei pareri favorevoli dei dirigenti e con la certezza di aver una copertura assicurativa stipulata per mio conto dal Comune di Viterbo. Ho agito in legalità e quindi la vicenda non finirà qui, andrò alla Corte di Strasburgo”.

Né l’una né l’altra condizione però sono bastate e l’amministrazione ha proceduto ad avviare il processo di decadenza. “Qui si decide della vita delle persone – ha ripetuto più volte Moltoni nello stesso intervento – e non è una questione economica perché la pratica di riscossione è già partita e non c’entra nulla con la decadenza”. Moltoni ha anche fatto richiesta di poter pagare in modo rateale, ma gli uffici gli hanno detto che il pagamento rateale non fa decadere i motivi di incompatibilità. “Si sta cercando di farmi fuori dal Consuglio, c’è un vulnus democratico. Sono stato eletto dai cittadini. Se oggi non si votasse non si interromperebbe nessun termine e nessuna esecutività. L’azione di riscossione andrebbe avanti comunque: qui ci troviamo a decidere se un pagamento rateale invece che a rata unica possa essere considerato motivo di esclusione dal Consiglio comunale. Tutto ciò con l’eventualità che tra un mese (dopo la sentenza sulla causa tra assicurazione e Comune di Viterbo, ndr) io possa richiedere il pagamento del debito”.

Moltoni ha fatto infine appello alle coscienze dei consiglieri. “Fatevi un esame di coscienza e sapete cosa sto subendo. È stata una escalatione, ho ricevuto più articoli e prime pagine io che il terrorista Salah. Abbiate cura di pensare a ciò che ho detto”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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