
VITERBO – Alle porte dell’approvazione del bilancio l’amministrazione Frontini è chiamata alla prova dei fatti, che potrebbe tradursi in una sorta di prova del fuoco con tanto di rischio di bruciacchiarsi.
La città immaginata da Viterbo2020 & Co. e raccontata in campagna elettorale dovrà prendere forma nella sostanza. E c’è un solo e unico e inequivocabile test di solidità: come utilizzi i soldi. Quanto il nuovo sindaco, con tutti i suoi consiglieri, riusciranno ad approvare un bilancio non banale? Di certo sono al lavoro e per questo, facendo il nostro, ci permettiamo di introdurre elementi di riflessione. Ci auguriamo di potere fare bene, di dire cose esatte e sarebbe bello anche capaci di attivare discussione e dibattito.
A nostro modo di vedere la sfida di Frontini e dei suoi potrebbe essere sintetizzata così: “Resuscitare Viterbo”. E sull’onda di questo motto la mente va all’indietro dove, tra le nebbie del tempo, rivediamo quello che fu: i concerti al Palazzetto dello Sport degli 883, di Renzo Arbore, di Goran Bregovic, degli Articolo 31, etc. Una roba di cui vogliamo anche riconoscere il merito all’uomo che li rese possibili: Francesco (per tutti Chicco) Moltoni, all’era assessore ai Grandi Eventi. Ci ricordiamo anche un’impresa straordinaria come l’arrivo del Festivalbar. Forse solo i boomer possono avere bene idea del valore di ospitare in città un evento del genere (anche quello merito di Moltoni).
Ma, rotolando nei tempi di gloria, ricordiamo anche altro. Ci viene in mente un gioiello come Antiquaria, capace di proiettare a livello nazionale l’immagine del capoluogo della Tuscia, attirare tante persone e riempire ristoranti e bar. Un’operazione che era riuscita a qualificare anche il brand Viterbo, come luogo di iniziative di livello e qualità.
Quella Viterbo non c’è più da anni. Sono cambiati i tempi certo ma questo non può essere un concetto buono per ammantare di legittimità il nulla che poi è venuto. Il bilancio di Chiara Frontini, il primo del suo mandato, riuscirà a sdoganare la banalità? Il sindaco, o la sindaca come le piace di più farsi chiamare, riuscirà davvero a segnare un punto di svolta? Il bilancio ce lo dirà.
Qualche concerto di livello nazionale, iniziative di pregio come fu Antiquaria e aprire la caccia a iniziative di ampio respiro potrebbero essere i primi passi verso una sorta di resurrezione. Anche perché, e qui ci rivolgiamo ai consiglieri, deve essere chiara una cosa: se non si resuscita si muore. E governare un cadavere è rischioso, si finisce per somigliargli.


















