Michelini e il ritiro “calcistico”
Gli Stati Generali La Fune

In campagna elettorale si è presentato come l’uomo nuovo, capace di dettare una discontinuità col passato. Un passato che tra l’altro stava diventando troppo ingombrante per tanti viterbesi che anche se di fede “destrorsa”, piuttosto che votare il “riscaldato” Giulio Marini, hanno preferito starsene a casa. Leonardo Michelini è così sindaco di Viterbo da circa cinque mesi.
Una candidatura su cui sono state riposte tante speranze e che deve veramente cambiare passo per mettere mano alla città, disegnando un presente nuovo e un futuro. La squadra però non ha i novanta minuti nelle gambe, sembra mancare un regista, i fantasisti neanche a parlarne e una certa foschia sembra annebbiare progressivamente l’immagine comunque positiva del nuovo sindaco. Deve essersene accorto in prima persona e così quasi in logiche calcistiche potremmo interpretare la notizia di Leonardo Michelini e la sua giunta in “ritiro” presso un hotel di San Martino. Speriamo che non abbiano scelto per inno “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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