
“Una verifica protratta oltre i limiti, però si è ricomposto il quadro politico, ora siamo una vera squadra”. Parola di Leonardo Michelini. Nel pomeriggio il sindaco ha presentato alla stampa la nuova Giunta e ha commentato le lunghe settimane che lo hanno portato prima vicino alle dimissioni e poi al ritorno in sella facendo un passo indietro rispetto alla sua minaccia di dimissioni. Michelini durante l’ultimo Consiglio comunale aveva minacciato di tornarsene a casa qualora la sua scelta di fare una giunta a sette non fosse stata accettata dalla maggioranza.
Alla fine la maggioranza, il Pd in primis, ha deciso di salire a otto e il sindaco ha deciso di assecondare la posizione, giocandosi un po’ di credibilità, ma assicurando un futuro a questa amministrazione. “Non volevo rinunciare all’esperienza di chi ha lavorato bene – ha detto – e non mi sono voluto impiccare sui numeri. Sette o otto non importa. Comunque gli otto assessori costeranno come se fossero sette”.
Michelini poi ha elogiato il manuale Cencelli. “Alla fine funzione. Con nove posizioni in gioco (otto assessorati e la presidenza del Consiglio, ndr) – ha scherzato – cinque sono finite al Pd e quattro alle liste civiche”. La presidenza infatti è l’altro nodo da sciogliere, ma ormai dopo la nota di ieri del Pd (leggi qui) sembra chiaro che andrà ad una lista civica.
Quanto alle deleghe Michelini ha negato il ritorno del conflitto di interessi con la delega alle attività teatrali e quella ai grandi eventi a Giacomo Barelli. “Barelli – ha detto il sindaco – ha dimostrato che il conflitto di interessi non c’è. E poi abbiamo firmato la Carta di Pisa”.


















