"Metterò un cartello: chiuso per tiktoker"
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VITERBO - Mancano 48 giorni al 13 aprile, data annunciata dalla tiktoker Rita De Crescenzo per l'arrivo nel capoluogo della Tuscia per raccogliere, lei e i suoi follower, i tulipani nei campi sulla Teverina del Tuscia Flower. 

VITERBO – Mancano 48 giorni al 13 aprile, data annunciata dalla tiktoker Rita De Crescenzo per l’arrivo nel capoluogo della Tuscia per raccogliere, lei e i suoi follower, i tulipani nei campi sulla Teverina del Tuscia Flower. 

Dopo quanto accaduto a Roccaraso nelle settimane scorse la questione non è così semplice. Anche se dai palazzi del potere non trapela nulla, probabilmente qualcuno sta valutando la “promessa” di arrivo della donna che è in grado di spostare nello stesso momento e in un punto preciso centinaia di persone. 

E se nessuno fiata là dove vengono prese le decisioni sulla gestione della sicurezza e dell’ordine sul territorio nelle piazze e nei bar il “popolo mormora”. E anche se qualcuno si dichiara contento dell’annuncio della De Crescenzo su Viterbo, ritenendolo un’occasione per portare persone in città, molti sono preoccupati e in diverse attività approda il mantra: “Metterò il cartello “chiuso per tiktoker”. 

C’è infatti tra i titolari di attività commerciali chi vede come fumo negli occhi il tipo di “promozione” che la tiktoker è solita riservare ai territori. L’esempio Roccaraso è infatti tutt’altro che virtuoso e non ha certo contribuito a rilanciare l’immagine della località sciistica, anzi. 

“Quante persone – ci domanda il titolare di un bar – vedendo le immagini di quanto è accaduto non andranno più a Roccaraso? Questo tipo di turismo, se così vogliamo chiamarlo, non è affatto positivo ma deleterio e allontana il turismo buono. Servirebbe che da Palazzo dei Priori venisse presa una posizione netta su questo annuncio, invece c’è il silenzio”. 

Parecchi sottolineano anche problemi di sicurezza stradale. Il Tuscia Flower infatti si trova sulla Teverina e non ha ampi parcheggi. Come funzionerà l’arrivo delle decine di pullman turistici attesi? Creerà un tappo sulla Teverina in entrata e uscita verso Viterbo? Qualcuno gestirà la situazione o sarà tutto affidato al caso e gestito all’ultimo minuto? Domande e perplessità più che legittime, alla luce di quanto già visto in altri luoghi.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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