Merito, monitorare il territorio per evitare che il clientelismo ci uccida
roberto
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Che grado di meritocrazia esiste nel nostro territorio? Quanto sono presenti casi di "parentopoli" o "clientelismo"? Sarebbe fondamentale scattare questa fotografia e invitiamo tutti, dai cittadini ai rappresentanti della classe dirigente, a fare questo sforzo. Capire come siamo messi è determinante per la crescita del territorio.

Ci sono due tipi di moneta in circolo, una buona e l’altra cattiva. La prima possiamo chiamarla meritocrazia, la seconda clientelismo. Capire quanta meritocrazia c’è su un territorio è prezioso per avere il quadro di come stanno andando le cose. Per valutare se necessario introdurre dei correttivi o quantomeno aprire un ragionamento su come contenere il dilagare della “moneta cattiva”. Il clientelismo infatti a danno del merito uccide i talenti e mina le risorse umane di un luogo. In questa maniera si genera depressione, disoccupazione, impoverimento, cattiva gestione delle funzioni importanti per il corretto funzionamento del sistema economico e sociale di un luogo. Si genera anche sfiducia verso le istituzioni, i partiti e chi amministra in genere la cosa pubblica. Dopo la sfiducia, quando la fame aumenta, in genere nasce la rabbia e la violenza. Capite bene che da quella che sembrava una piccola cosa: clientelismo o nepotismo; siamo arrivati al disfacimento della società.

 

Abbiamo deciso di scrivere questo editoriale perché ultimamente abbiamo sentito più volte, dalla bocca di amministratori e dirigenti locali, parlare di quanto sia importante la meritocrazia. Condividiamo queste parole e ci domandiamo se alle nostre latitudini queste si siano trasformate in fatti o siano rimaste vuote e ipocrite.

 

Per questo invitiamo gli amministratori del nostro territorio, ma anche gli imprenditori e le associazioni di categoria e i sindacati e i giornali a monitorare il mondo del lavoro. A cercare di fotografare i palazzi. Sarebbe prezioso verificare se, per esempio, esistono delle “parentopoli” all’interno delle strutture amministrative del territorio. Comune, Provincia, società municipalizzate, Camera di Commercio, etc. 

 

Oltre ai problemi di “parentopoli”, nei palazzi potrebbero annidarsi i problemi di “clientelopoli”. Sarebbe interessante capire se alle nostre latitudini i partiti politici lottizzano o no. Che dimensioni ha questo fenomeno e che effetti sulla funzionalità e produttività del sistema ha.

 

Sarebbe bello avere una fotografia chiara su questo aspetto. Sarebbe anche molto utile per capire se questa zona è vivibile all’interno dei crismi democratici oppure meglio fare le valigie e andare. Vi segnaliamo un video che parla di meritocrazia, ne mostra i benefici e le tappe. Guardatelo e subito dopo pensate alla città che vi gira intorno. A presto.

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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