Melissa Mongiardo si dimette da presidente della I commissione "per motivi politici"
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La crisi che ha investito la maggioranza del Comune di Viterbo da circa un mese, dopo giorni in trincea, torna a far registrare nuove scaramucce.

Melissa Mongiardo si dimette da presidente della I commissione. La crisi che ha investito la maggioranza del Comune di Viterbo da circa un mese, dopo giorni in trincea, torna a far registrare nuove scaramucce. Su tutte le dimissioni consegnate in tarda mattinata di Melissa Mongiardo, una dei sette serra-panunziani del Pd che hanno tolto la fiducia a Michelini, dalla presidenza della I commissione consigliare “per motivazioni politiche”

“Mi duole comunicare – scrive Melissa Mongiardo sulle dimissioni – che a fronte della crisi politica che investe l’amministrazione, ad oggi non ravvedo le condizioni politiche per procedere alla convocazione della I commissione consigliare permanente. Pertanto, consapevole che questa mia decisione possa essere di ostacolo al procedere della macchina amministrativa, con la presente rassegno le mie irrevocabili dimissioni dalla Presidenza della I commissione”.

Ora la maggioranza dovrà eleggere un nuovo presidente e le convocazioni nel frattempo le potrà fare il vice Elipidio Micci, dell’opposizione. Non sarà facile trovare la quadra e dunque questa decisione potrebbe accelerare la crisi e la caduta di Michelini, ad oggi sempre più probabile. Come successo per la III commissione, ancora oggi senza presidente e quindi immobile, il rischio è che anche la I faccia la stessa fine.

Il quadro delle Commissioni consigliari vede ad ora dunque la I commissione e la III senza presidenti, mentre la IV è guidata dal serra-panunziano Arduino Troili, mentre la II e la V dai fioroniani Livio Treta e Martina Minchella.

 

UPDATE: Anche Troili si è dimesso

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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