Maxi rottura alle tubazioni Talete e "salta" l'acqua in molti palazzi del Barco

Un fiume d'acqua ha letteralmente "invaso" l'intera carreggiata. Sul posto sono prontamente intervenuti gli operai che per sistemare il guasto hanno chiuso i rubinetti.
VITERBO – Un’interruzione a singhiozzo dell’acqua dai rubinetti di diversi appartamenti del quartiere Barco è stata registrata nella tarda mattinata di questo lunedì 15 settembre. Il tutto causato da una grande rottura alle tubature all’intersezione con tra via Carlo Cattaneo e la Cimina.
Un fiume d’acqua ha letteralmente “invaso” l’intera carreggiata. Sul posto sono prontamente intervenuti gli operai che per sistemare il guasto hanno chiuso i rubinetti.

Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















