Martedì l’ultimo saluto a Marco De Falco: il dolore della città per la scomparsa del professore sub
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Martedì, alla Quercia, la comunità viterbese si raccoglierà attorno alla moglie Federica, alla madre Antonia, alla sorella Silvia, al fratello Paolo, ai cognati e ai nipoti per l'addio. Come espresso dalla famiglia, in memoria di Marco si preferiscono opere di bene anziché fiori, raccogliendo offerte durante la funzione religiosa.

VITERBO – Martedì 15 settembre 2026, alle ore 15, nella basilica di Santa Maria della Quercia, l’ultimo saluto a Marco De Falco, il sessantunenne viterbese tragicamente scomparso l’8 settembre a Favignana, alle isole Egadi. La liturgia funebre sarà presieduta da don Flavio Valeri.

Conosciuto e stimato in tutta la città, De Falco era docente di educazione fisica al liceo Santa Rosa ed esperto istruttore subacqueo. La tragica fatalità si è consumata lo scorso martedì quando, subito dopo un’immersione e una volta rientrato in superficie, è stato stroncato da un improvviso infarto. Nonostante la tempestività dei soccorsi e i lunghi tentativi di rianimazione praticati dal personale sanitario del presidio locale, per lui non c’è stato nulla da fare.

In questi giorni Viterbo si è stretta attorno al dolore dei familiari attraverso un’onda di ricordo e commozione affidata ai social. Amici, colleghi, ex studenti e i suoi “ragazzi” della piscina hanno voluto dedicargli pensieri intensi, ricordandone la professionalità, la carica motivazionale, il sorriso e l’amore smisurato per il mare e per l’insegnamento.

Martedì, alla Quercia, la comunità viterbese si raccoglierà attorno alla moglie Federica, alla madre Antonia, alla sorella Silvia, al fratello Paolo, ai cognati e ai nipoti per l’addio. Come espresso dalla famiglia, in memoria di Marco si preferiscono opere di bene anziché fiori, raccogliendo offerte durante la funzione religiosa.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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