Maria Grazia Calandrone e Giuseppe Lupo protagonisti del Premio Alvaro-Bigiaretti
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L'ingresso è libero: un buon libro, una sedia comoda e la voglia di ascoltare storie vere. Cosa volere di più?

VALLERANO – C’è chi la Tuscia la racconta con la fatica dei campi o il rintocco delle campane, e chi, come i grandi intellettuali che hanno scelto questi luoghi, ha deciso di metterla nero su bianco, legando per sempre il profumo delle castagne di Vallerano all’inchiostro della migliore letteratura italiana.

Sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 18, il Palazzo della Cultura “Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti” – incastonato nella suggestiva piazza dell’Oratorio a Vallerano – tornerà ad accendere i riflettori sulla dodicesima edizione del celebre Premio letterario intitolato ai due grandi autori. Un pomeriggio a ingresso libero pensato per chi non si accontenta dei titoli acchiappa-tutti, ma vuole guardare negli occhi chi le storie le sa tessere davvero.

Le firme di un’edizione da ricordare

Al centro della scena ci sarà lei, Maria Grazia Calandrone, vincitrice di questa edizione con il fortunatissimo romanzo Dimmi che sei stata felice (edito da Einaudi). Sarà l’occasione per entrare nelle pieghe di un’opera intensa, guidati dalla voce dell’autrice in un dialogo serrato con Graziella Pulce.

Ma la pattuglia dei grandi ospiti non finisce mica qui. La Giuria scientifica ha voluto assegnare una menzione speciale a Giuseppe Lupo, autore di Storia d’amore e di macchine da scrivere (Marsilio), che si racconterà al pubblico in un’intervista condotta da Carlo Serafini. A completare il quadro dei protagonisti, una raffinata conversazione dal titolo Il tempo della scrittura che vedrà protagonista Alfredo Luzi, curata per l’occasione da Carla Carotenuto.

Vallerano e la cultura che non va in vacanza

Il sipario sulla cerimonia si alzerà con i saluti istituzionali del sindaco di Vallerano, Adelio Gregori, del presidente del Premio Giorgio Nisini e di Riccardo Deiana, alla guida dell’Associazione culturale organizzatrice. E proprio il primo cittadino ci tiene a sottolineare il valore dell’appuntamento: “Il legame di Vallerano con Corrado Alvaro e Libero Bigiaretti è un patrimonio che vogliamo continuare a condividere. Il Premio lo rende vivo, portando qui nuove voci e nuove storie”.

Una sinergia forte, quella tra le giurie (guidata da Nisini e forte anche del voto popolare) e il territorio, che affonda le radici proprio nella storica casa di campagna dei due scrittori a Vallerano, custode silenziosa di un legame indissolubile con il paese.

Come ricorda lo stesso Nisini, la cerimonia non è una mera passerella, ma “il momento in cui il percorso di lettura si apre all’incontro diretto con gli autori, per portare con sé nuove letture, domande e curiosità”.

L’appuntamento è dunque fissato per sabato 26 settembre alle 18 al Palazzo della Cultura di Vallerano. L’ingresso è libero: un buon libro, una sedia comoda e la voglia di ascoltare storie vere. Cosa volere di più?

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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