

VALLE AMERINA – Marco Fioroni ha creato e gestisce il cammino dei Borghi Silenti in Umbria. Mi ha raccontato, durante la sua intervista apparsa sui social di La Fune e Tuscia in Fiore martedì 28 aprile 2026, e tutt’ora disponibile in differita, che solo lui dà lavoro a 8 persone. Il cammino ha poco più di qualche anno e ha rivoluzionato l’economia della valle Amerina. A sua detta non c’erano turisti e solo due o tre strutture ricettive prima del cammino. Adesso ne conta 120 che danno lavoro a circa 300 persone.
Il lavoro per il mantenimento del percorso si fa d’inverno per segnare e mettere a posto tutti i 90 chilometri che attraversano i vari borghi. Nella bella stagione si dà supporto ai camminatori. Promozione e professionismo hanno portato rapidamente il cammino a essere il terzo in Italia per numero di visitatori. Un successo per tutti e una fonte di reddito per chi ci si dedica.
In Tuscia il Cammino dei Tre Villaggi che parte da Villa San Giovanni in Tuscia è esploso con centinaia di camminatori ogni weekend. Nuova apparsa nell’orizzonte dei cammini, la Via dei Tusci che parte da Castiglione in Teverina, deve molto allo stesso Marco che, contattato
dall’ideatore e primo disegnatore, Sandro Gobbi di Castiglione in Teverina, lo ha realizzato e dato il nome sfruttando la vocazione Etrusca della zona. Tutti i borghi toccati dai cammini ne beneficiano. La particolarità di quello dei borghi Silenti in Umbria e la Via dei Tusci in provincia di Viterbo è di contare 90 chilometri. Questo rende impossibile il mordi e fuggi, anzi, il vero turismo incentivato è quello lento, quello che fa bene alle persone ed ai luoghi.
Un aspetto affascinante dei cammini è la totale sicurezza, di tutti i precorritori, di avere diritto di mangiare quando vogliono visti i 20 o più chilometri appena fatti. A questo va aggiunto che in Umbria e nella Tuscia si mangia benissimo e la stragrande maggioranza dei prodotti usati vengono direttamente dalla terra, quasi a kilometro zero. Il cocktail è perfetto, direi un’alchimia quasi magica.
Ovviamente servono ragazzi giovani per la prima fase. Debbono essere carichi di un po’ di follia e di voglia di avventura. Se a questo segue dedizione e professionalità i vantaggi sono enormi sotto qualsiasi metrica e per moltissimi. Onore a Stay Freedom di Villa San Giovanni in Tuscia per il cammino dei Tre Villaggi, a Marco Fioroni per quello dei Borghi Silenti e a Sandro Gobbi per la Via dei Tusci. Il turismo non è solo cammini e Francigena. Potrei scrivere delle terme a Viterbo ma onestamente me ne occupo poco perché sono talmente tante e ben organizzate che ormai sono uno dei grandi successi di cui possiamo essere orgogliosi, non certo quello che un tempo indicavamo come potenziale inespresso. Non ho dati certi ma immagino un volume d’affari sopra i 20 milioni delle strutture termali e altrettanti indirettamente. Forse 400 o più lavoratori.
Ovviamente c’è il turismo culturale, quello religioso, quello del fine settimana o della domenica. C’è quello degli eventi e quello stagionale, quello legati a film e televisione. In altre parole c’è posto per tutti e tutti possono costruire una fonte di reddito legandosi al turismo ma la lezione di Marco Fioroni è chiarissima: professionalità e promozione. Forse sulla seconda possiamo fare tutti, in modo corale, qualcosa. Ad esempio smettere di parlarci male addosso. Sulla professionalità non c’è scuola, solo scelte individuali.
Il futuro che per alcuni sarà segnato dall’arrivo dell’Intelligenza Artificiale e perdita di posti di lavoro, per la Tuscia rappresenta un’enorme possibilità. Da noi si mangia bene, la qualità dell’aria è tra le migliori d’Italia, la qualità della vita è altissima ed ogni angolo della Tuscia merita almeno una visita. I cammini sono un perfetto veicolo: attraenti e versatili, esaltano l’io ma rispettano la natura. Solo l’11% dei turisti gradisce camminare ma tutti sono alla ricerca di una esperienza da raccontare per anni. Unicità e peculiarità, cui siamo abituati per esserci cresciuti, sono in realtà la chiave del successo. Un castello con prigioni nel sottosuolo, come quello di Graffignano, potrebbe richiamare decine di miglia di visitatori, dobbiamo solo saperci presentare. Ogni comune, ogni angolo della Tuscia ha unicità da raccontare. Il turismo, parola di Marco Fioroni, crea occupazione e redditi.




















