Marciapiedi da Incubo - Welcome in Villanova
Villanova 5
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Ricordandoci della (brutta) sorpresa sulla “questione marciapiedi” del quartiere Pilastro, abbiamo pensato di ritentare l’azzardo e spostarci davanti ad un’altra scuola elementare, la Pietro Egidi. Certi di ritrovare la stessa situazione anche nel quartiere Villanova, arriviamo sul posto e restiamo a bocca aperta.

Via Filippo Grispigni. Quartiere Villanova, bella zona periferica da qualche anno sempre più fornita di ogni tipo di servizio. Ricordandoci della (brutta) sorpresa sulla “questione marciapiedi” del quartiere Pilastro, abbiamo pensato di ritentare l’azzardo e spostarci davanti ad un’altra scuola elementare, la Pietro Egidi. Certi di ritrovare la stessa situazione anche nel quartiere Villanova, arriviamo sul posto e restiamo a bocca aperta.

La situazione non è la stessa, anzi. E’ molto peggio. Se al Pilastro i marciapiedi erano un enorme groviera pieno di pericoli, in via Grispigni la questione non si pone perché i marciapiedi davanti alla scuola non ci sono proprio. Spariti, scomparsi, mai esistiti.

La strada è molto trafficata perché è la sede di piccole note aziende viterbesi e fa da raccordo con la trafficata Via Garbini che scorre veloce parallelamente. La scuola si trova esattamente a metà della via e tutto intorno auto, auto e soltanto auto. Lo spazio riservato (forse) allo scuolabus è un comodo parcheggio, comodo soprattutto per non fare troppa strada a piedi dalla macchina all’ingresso della scuola.

Nessun marciapiede, nemmeno in lontananza, ma in compenso le solite buche e i soliti crateri ci sono sempre immancabili come a voler segnare il territorio. Ci chiediamo come i genitori riescano a portare i figli a scuola nel caos mattutino di auto che strombazzano o che cercano affannosamente parcheggio per evitare ritardi, come si possa provare a mandare i propri figli, chiaramente più grandicelli, da soli fino all’entrata magari con la missione di renderli un po’ autonomi, come sia possibile non avere un marciapiede decente lì dove ce ne sarebbe più bisogno.
Troppe cose ci chiediamo da qualche tempo a questa parte, e in questo caso, come è possibile che non esistano marciapiedi davanti ad una scuola elementare?

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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