Marciapiedi da Incubo - Via della Palazzina tocca il fondo e spuntano delle siringhe
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Una nostra lettrice che percorre a piedi quella strada molto spesso durante il giorno, ci manda una segnalazione con foto annesse che parlano da sole: su quello stesso marciapiede dove vivevano buste di patatine abbandonate, è qualche giorno che sostano lì indisturbate delle siringhe. Sì, avete capito bene.

Via della Palazzina. Ci siete già stati starete pensando e avete anche ragione, ma tornare è stato un obbligo. Quando siamo passati da qui per fotografare la situazione marciapiedi abbiamo constatato il solito abbandono e il solito asfalto bucato qua e là con qualche decorazione fatta di immondizia. Questa volta tutto si aggrava e riusciamo a sentire “il fondo del barile”.

Una nostra lettrice che percorre a piedi quella strada molto spesso durante il giorno, ci manda una segnalazione con foto annesse che parlano da sole: su quello stesso marciapiede dove vivevano buste di patatine abbandonate, è qualche giorno che sostano lì indisturbate delle siringhe. Sì, avete capito bene.

Quasi a ridosso della fermata del bus a metà via, è possibile infatti notare siringhe sparse che peggiorano la situazione “decoro urbano” in modo esponenziale. Le siringhe in questione sono ancora incartate, ma di certo questo non funge da palliativo per la disastrosa situazione marciapiede. Proprio lì passano centinaia di pedoni a tutte le ore, mamme con i bambini per mano che potrebbero chinarsi e voler portare a casa quello sgradevole souvenir, anziani che si avviano nel vicino parco pubblico. Ecco,qui casca l’asino.

La prima cosa che viene in mente guardando quelle siringhe abbandonate sul marciapiede, è alzare gli occhi al cielo e poggiare lo sguardo sul parapetto che sovrasta il marciapiede: lì sopra c’è Prato Giardino, il parco pubblico più bello di Viterbo diventato tristemente famoso per episodi legati alla droga. Magari quelle siringhe arrivano da una busta di una signora che è appena stata in farmacia e che, inavvertitamente, ha rovesciato il suo contenuto per la fretta, per carità, ma le coincidenze sono un po’ troppe.

Una cosa è certa: quel marciapiede non è il posto per oggetti del genere. La nostra lettrice, vista la situazione, ha chiamato prontamente i vigili urbani che hanno rimosso le sgradite ospiti. Sempre troppo tardi non credete?

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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