Marciapiedi da incubo - Sacrario, se questo è un parcheggio
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I marciapiedi del Sacrario sono frequentatissimi, gettonatissimi e anche distruttissimi. Il superlativo assoluto è d’obbligo. Mentre scattiamo delle foto, una comitiva di turisti di Brescia (incuriositi, ci avviciniamo e facciamo qualche domanda), sta attraversando proprio quel marciapiede.

Piazza dei Caduti, per tutti i viterbesi Piazza del Sacrario. Esattamente ci troviamo all’interno del parcheggio, sul marciapiede dove, se ti volti, puoi ammirare la bellezza delle mura e di Palazzo Papale. Non a caso, abbiamo usato il verbo “voltarsi”, non muoversi, non sporgersi e c’è un motivo che riguarda la sopravvivenza della specie e della vostra vita in particolare.

I marciapiedi del Sacrario sono frequentatissimi, gettonatissimi e anche distruttissimi. Il superlativo assoluto è d’obbligo. Mentre scattiamo delle foto, una comitiva di turisti di Brescia (incuriositi, ci avviciniamo e facciamo qualche domanda), sta attraversando proprio quel marciapiede. Non è una scolaresca di aitanti liceali, ma un gruppo di persone di una certa età che si trova lì per scattare delle foto dall’alto e la loro attenzione non è rapita dalla bellezza di Valle Faul, ma dal disastro dove stanno mettendo i piedi.

Sono talmente concentrati su dove potersi appoggiare per non perdere l’equilibrio che si perdono la bellezza del paesaggio alle loro spalle. Il marciapiede è completamente distrutto e sollevato dalle radici dei pini che hanno spaccato ogni tipo di pavimentazione che lì giace abbandonata da anni, le buche sono talmente grandi e profonde che un’ opulenta turista bresciana decide di posizionarcisi dentro con tutti e due i piedi per trovare la stabilità giusta per fotografare la valle.

Gli aghi di pino coprono dei solchi dove perdere una caviglia è il minimo, il parapetto che limita lo strapiombo è leggero (e pericolante) come una piuma, la guida turistica raccomanda a tutti di non appoggiarsi.

E’autunno, gli alberi cambiano le foglie e perdono gli aghi nel caso dei nostri pini secolari lo sappiamo, ci rendiamo conto che la natura è più forte dell’uomo in moltissimi casi, ma la manutenzione è un pratica che andrebbe perpetrata ogni tanto: invece di mantenere in uno stato decente le radici degli alberi con degli interventi mirati, si è pensato bene di tagliare gli alberi, distruggere piante di centinaia di anni per evitare lo smottamento del marciapiede. Ovviamente i cadaveri di queste povere piante, sono lasciate lì a rendere ancora più pericoloso quel marciapiede. La ciliegina sulla torta.

In pieno centro, luogo privilegiato per le passeggiate con cani e bambini, vedere quel marciapiede è assaporare quanto l’assurdo umano si possa spingere lontano. Se bocciamo anche il centro storico, cosa ci rimane?

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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