Marciapiedi da Incubo - La "bellezza" di via Della Pila
Via della Pila 0
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I marciapiedi di Via della Pila ci mostrano il solito desolante panorama: asfalto devastato, bordi che crollano sotto il peso di piante morte che si decompongono, siepi di rovi che scendono sul marciapiede non si capisce bene da dove, ammassi incolti di vegetazione che si riversano fino al limite della carreggiata.

Via della Pila. Chi non è mai passato in questa strada, chi non ha mai parcheggiato la macchina nel grande parcheggio del leggendario e “abbandonato” Palazzetto dello Sport, chi non si è fermato almeno una volta a guardare la pittoresca fontana a forma di mappamondo che sopravvive su questa strada.

Via della Pila è sempre un grande via via di auto che corrono, di ragazzi che vanno a piedi a scuola nella vicinissima Via Cattaneo, ma è una strada che è frequentata soprattutto di pomeriggio da tante persone che, a piedi, si recano nella chiesa di San Leonardo Murialdo. Questa parrocchia è grande, frequentatissima da persone di tutte le età e arrivarci a piedi non è un gioco da ragazzi. L’ingresso da Via Monti Cimini è lo stesso un disastro.

I marciapiedi di Via della Pila ci mostrano il solito desolante panorama: asfalto devastato, bordi che crollano sotto il peso di piante morte che si decompongono, siepi di rovi che scendono sul marciapiede non si capisce bene da dove, ammassi incolti di vegetazione che si riversano fino al limite della carreggiata. Non cambia niente in Via della Pila, non migliora niente, non peggiora niente, tutto il solito piattume degradato che stiamo incontrando in tutta Viterbo. Soliti sacchetti di immondizia abbandonati, soliti fazzoletti di carta cristallizzati su quei marciapiedi, mai un cestino, mai nessuno che si sogni di “dare una pulita”.

A metà strada troviamo un centro polivalente frequentato da molti anziani del quartiere che trascorrono lì il pomeriggio a giocare a carte e ci viene in mente di chiedere se è facile percorrere a piedi quella strada, se quei marciapiedi sono comodi per passeggiare. Un’ospite del centro ci dice che chi ha difficoltà a camminare e si appoggia ad un bastone, spesso preferisce scegliere la carreggiata per camminare rischiando però di scontrarsi con le auto in transito. Non c’è niente da fare, anche Via della Pila finisce nella lista nera dei marciapiedi ad alto rischio ortopedia.

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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